Attualità

DIBATTITO. Riforma della giustizia, Alfano frena E Mancino: inutili i due Csm

giovedì 8 aprile 2010
«Non c'è ancora un testo da presentare alle Camere perché stiamo lavorando all'interno della Costituzione con grande misura e ponderatezza». Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano a proposito della riforma costituzionale della giustizia. Il ministro ha ribadito che non c'è ancora alcun testo pronto: «Poiché interveniamo sulla Costituzione, quindi stiamo riflettendo sul testo più equilibrato. L'ago della bussola è comunque orientato verso la parità tra accusa e difesa». Alfano ha quindi precisato: «Non credo sia utile e giusto almanaccare su forme ipotetiche che poi non troveranno riscontro nella realtà. Intendiamo salvaguardare l'autonomia della giurisdizione e proprio per questo stiamo lavorando per far sì che i cittadini abbiano una giustizia rapida e un processo giusto».Il ministro ha quindi precisato l'obiettivo al quale mira il governo: «Abbiamo sempre lo stesso obiettivo: assicurare una parità effettiva tra accusa e difesa. Il cittadino non può essere soccombente rispetto all'accusa nel processo, ma deve avere gli stessi diritti, gli stessi poteri e gli stessi doveri della pubblica accusa. È chiaro che partendo da questo presupposto ci muoviamo nel solco della riforma costituzionale».Mancino. Intanto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino boccia l'ipotesi contenuta nella bozza di riforma della giustizia presentata ieri dal Guardasigilli al premier: «Non sono per due Csm e non ne vedo l'utilità. Pur trattandosi ancora di bozze , non sono favorevole a due organismi rappresentativi che accentuerebbero l'isolamento del pubblico ministero». E sulla separazione delle carriere Mancino dice: «E'noto come la penso; reputo che si potrebbero anche separare le carriere e non necessariamente creare due Csm. Aspetterei però – aggiunge – di conoscere il testo completo».