Attualità

POLITICA IN MOVIMENTO. Alfano «apre» le primarie: «Solo uniti si può vincere»

Angelo Picariello sabato 27 ottobre 2012
Nel cantiere dei moderati c’è un febbrile attivismo e quadro ancora molto confuso. La condanna di Silvio Berlusconi accelera il senso diffuso che un’era si è chiusa, ma fra i due principali protagonisti già sulla scena Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini le distanze restano notevoli. Il leader dell’Udc, al di là della stima ribadita per Alfano tiene il freno a mano tirato. Gli era stato detto che ora non ci sono più alibi, per lui, ma lui ribalta l’affermazione: «In tanti - dice - si sono nascosti dietro Berlusconi e ora debbono dire con chi stanno, loro non hanno più alibi». E mette in fila i nodi su cui attende risposte: l’agenda Monti (in alternativa alla «demagogia); l’autocritica sulla giustizia, sul federalismo. Nodi che le primarie dovranno sciogliere. La legittimazione di Alfano da parte della base potrebbe certamente favorire il dialogo, ma il primo punto da chiarire è se si tratterà di primarie di partito o di coalizione. Alfano indica una via intermedia: di partito ma "aperte": «Chiunque si proponga per aggregare i moderati e battere la sinistra delle tasse e del giustizialismo - dice - è il benvenuto». Ignazio La Russa, invece, assicurando sostegno alla candidatura del segretario a nome degli ex An, coltiva il disegno un po’ utopico di primarie di coalizione «aperte a Casini e Maroni». Ma, al momento, ancora ognuno per sé, e fra i due partiti in campo è più concorrenza che collaborazione. Casini, di fatto, scioglie le sue insegne nella Lista per l’Italia, proiettata sull’agenda Monti, e l’attivismo dell’Udc si dispiega oggi a Stresa, dove la fondazione di Michele Vietti organizza un incontro con molti potenziali esponenti di questa lista, da Emma Marcegaglia ai ministri Lorenzo Ornaghi, Mario Catania e Corrado Passera ad Andrea Olivero, Luigi Marino e Giorgio Guerrino, esponenti del Forum di Todi . E a parlare di "Mercato, Democrazia e Istituzioni", oggi a Stresa sono attesi anche, fra gli altri, Gianfranco Fini, Beppe Pisanu, Elsa Fornero, nonché esponenti "inquieti" del Pd come Beppe Fioroni e Marco Follini.«Ho trovato largamente condivisibile il documento "Verso la Terza Repubblica" firmata tra gli altri da Riccardi e Montezemolo. Si tratta di argomenti e ambienti, verso i quali un partito riformista come il Pd dovrebbe mostrare una maggiore attenzione», dice Follini, confermando che questo processo costituente arricchito da questa nuova iniziativa (sottoscritta da molti cattolici del forum di Todi) sia guardato con interesse anche da una parte del Pd, sempre più critica sull’arroccamento a sinistra del partito di Pier Luigi Bersani. Montezemolo assicura che "Verso la Terza Repubblica", «non è contro nessuno. È post, è dopo – spiega – per andare oltre una situazione che ha portato, come mai prima, a un distacco tra la politica e i cittadini». Il documento ha segnato anche una spaccatura con "Fermare il declino di Oscar Giannino. Ma il processo è appena iniziato. «Il nostro – spiega Andrea Riccardi – è un invito a guardare lontano, non siamo un partito.Qui ci vuole una legislatura che voli, che respiri. Una legislatura costituente, che ripensi la struttura del Paese».