Attualità

Amministrative. Al via la partita dei futuri sindaci (al voto tra maggio e giugno)

Matteo Marcelli martedì 22 febbraio 2022

Le tensioni tra partiti deflagrate con la partita per il Colle agitano lo scacchiere delle alleanze politiche in vista delle amministrative della prossima primavera. Nel centrodestra soprattutto, dove la rottura tra Fratelli d’Italia e Lega rischia di indebolire (o dividere) le candidature della coalizione e offre alla sponda opposta l’opportunità di provare a piazzare qualche colpo, magari offrendo il proprio appoggio a liste civiche ben saldate col territorio. Sono 970 i Comuni chiamati al voto: 25 i capoluoghi di provincia, di cui 4 di regione, ovvero Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo. Urne aperte anche a Parma, Verona, Padova e Taranto.

Non ci sono ancora certezze sulla data: l’ipotesi finora più accreditata, stando a quanto trapela da fonti vicine al Viminale, è quella di domenica 29 e lunedì 30 maggio (in alternativa il 5 e 6 giugno), con eventuale ballottaggio a 15 giorni di distanza. Gli elettori dovrebbero potersi esprimere in due giornate, per evitare assembramenti e limitare le possibilità di contagio da Covid- 19. Vediamo il quadro delle principali città in cui si voterà, assieme alle alleanze possibili e alle candidature, probabili o già ufficializzate dai rispettivi schieramenti.

Genova - Nel capoluogo ligure tenterà il bis Marco Bucci, primo sindaco di centrodestra all’ombra della Lanterna dall’introduzione dell’elezione diretta nel 1993. Bucci ha dalla sua la buona gestione della ricostruzione seguita al crollo del ponte Morandi, non solo come primo cittadino ma anche come commissario straordinario. Anche se pesano le schermaglie in Regione tra i totiani e il resto degli alleati della coalizione. Per il centrosinistra si candida Ariel Dello Strologo (presidente della comunità ebraica della città), appoggiato dal Pd e dai 5 Stelle. In bilico è il sostegno anche di Italia Viva, 'corteggiaper ta' da Bucci al pari di Azione, che dovrebbe optare per lui vista la presenza dei 5s sull’altro fronte.

Parma - Finisce l’era del primo sindaco pentastellato eletto in una grande città, poi riconfermato – da espulso – per un secondo mandato con la civica Effetto Parma. La sua lista punterà probabilmente sull’attuale vicesindaco, Marco Bosi, mentre nel centrodestra si guarda al ritorno di Pietro Vignali, già alla guida della giunta parmense dal 2007 al 2011. Non c’è ancora un nome il centrosinistra, che però ha raggiunto un accordo programmatico con Effetto Parma e potrebbe alla fine convergere su Bosi. Palermo Il capoluogo siciliano, dove Leoluca Orlando non è più ricandidabile, potrebbe essere un banco di prova per un’alleanza organica del fronte progressista Pd-M5s. Tra i possibili candidati c’è il grillino Giampiero Trizzino, appoggiato dal presidente della Commissione antimafia Claudio Fava. Se però la coalizione dovesse allargarsi fino a Italia Viva, potrebbe entrare in gioco anche Davide Faraone. A destra le idee non sono ancora chiare. C’è chi vorrebbe l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla (Udc), ma si parla anche dell’attuale presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, vero kingmaker sull’isola (è in ballo anche per le regionali), e dell’ex presidente Francesco Cascio (Fi).

Verona - A tentare di espugnare il fortino veneto del centrodestra sarà Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma del terzo scudetto e candidato, ormai ufficiale, del centrosinistra. Un outsider che però non è del tutto digiuno di politica, essendo stato a lungo presidente dell’Assocalciatori. Sfiderà il sindaco uscente, Federico Sboarina, eletto con la Lega e poi passato a Fdi. Se le frizioni proseguiranno, non è escluso però che il Carroccio proponga alla fine un proprio nome: si parla di Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi

L’Aquila - Nel capoluogo abruzzese il sindaco uscente, Pierluigi Biondi (Fdi), tenterà la riconferma, dopo il successo nel 2017 con il 53,5% dei voti. Il centrosinistra non ha ancora scelto lo sfidante, ma tra i 'papabili' ci sono almeno tre nomi: Americo Di Benedetto (già sconfitto al ballottaggio dal primo cittadino in carica) e i due dem Stefano Palumbo e Stefania Pezzopane.

Catanzaro - Per il successore di Sergio Abramo, eletto a Catanzaro per 4 volte, non ci sono ancora candidati ufficiali, né per il centrodestra (la coalizione del primo cittadino uscente), né per il centrosinistra. Nel primo caso il nome che circola con più frequenza è quello del presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara. Mentre gli avversari potrebbero puntare sul dem Nicola Fiorita, sostenuto, tra gli altri, anche dai 5 Stelle.

Padova - Nell’altra grande città del Veneto chiamata al voto c’è solo una certezza: per il centrosinistra correrà ancora il sindaco uscente, Sergio Giordani, eletto nel 2017 con con il 51,8% dei consensi. Anche qui piuttosto complicata la situazione sul fronte opposto. La coalizione è divisa: Forza Italia e Lega hanno ufficializzato a fine gennaio il nome dell’imprenditore Francesco Peghin. Ma Fratelli d’Italia non ha ancora sciolto le riserve, anzi ha proposto le primarie tra gli elettori di centrodestra, certificando di fatto la crisi dell’alleanza locale.

Taranto - Nella città dei due mari è stato da poco raggiunto l’accordo tra il centrodestra e la civica Patto per Taranto. Manca solo il nome del candidato. In ballo ci sarebbero Giovanni Gugliotti e Walter Musillo. Nel centrosinistra si punta su Rinaldo Melucci, che ha ricevuto il placet di Letta a Roma.