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IL GRUPPO AGESCI. Gli scout non vogliono "grazie": accorgetevi delle risorse nascoste

Nello Scavo martedì 8 novembre 2011
«Ci hanno offerto di tutto: soldi, vestiti, perfino gioielli». Niente da fare. «A tutti abbiamo detto: no grazie». Elena Rocco e Miriam Fiorenza, entrambe di 21 anni, sono due scout piuttosto risolute. Insieme ai coetanei Francesco Busdraghi e Giovani di Rovasenda, in questi giorni ne hanno viste tante. «La gente non sa come sdebitarsi, ed è incredibile come si fidino di noi». Certo, vedere la divisa degli scout rincuora. Come dev’essere accaduto a quel gioielliere di Corso Sardegna cui i ragazzi dell’Agesci hanno salvato i preziosi e rimesso in sesto il negozio. «A volte ci lasciava soli in mezzo ai brillanti». Forse per altri sarebbe stato facile dire che i monili mancanti li aveva portati via la piena. «Non ci è passato nemmeno per la testa, li abbiamo recuperati tutti». Tanto che alla fine il commerciante avrebbe voluto regalarne qualcuno alle ragazze. Ma loro sono state irremovibili: «No, grazie». Nel frattempo in Corso Sardegna la circolazione è stata riaperta, ma i semafori sono andati in tilt. Niente paura, a dirigere il traffico ci pensano loro. Sono decine e arrivano dai gruppi di tutta l’arcidiocesi. I ragazzi dell’Agesci sono inseriti nel sistema di Protezione civile. E si vede. In poche ore hanno pressoché rimesso a nuovo il mercato ortofrutticolo, una serie di cantine, svariati negozi e il piazzale della chiesa di San Fedele. Già che c’erano, come non avessero a sufficienza, hanno fatto festa con dei senza fissa dimora accampati nei pressi della Chiesa. Vi aspettate un riconoscimento? «No, vorremmo solo che la città si accorgesse di quale forza c’è nei suoi ragazzi, quei ragazzi che di solito non finiscono in prima pagina, ma che oggi sono in prima fila».