Attualità

ELEZIONI. Affluenza, un italiano su tre non ha votato

Luca Liverani martedì 9 giugno 2009
Ha raccolto quasi gli stessi consensi del primo partito. Ed è cresciuto di ben sei punti rispetto alle precedenti euro­pee, passando dal 27 al 34%. Para­dossi a parte, è il dato sul 'partito dell’astensionismo' quello che e­merge con forza da quest’ultima tornata elettorale: l’affluenza alle urne per l’Europarlamento stavol­ta è stata del 66,5% degli aventi di­ritto, quando era stata del 72,9% nel 2004. Sei punti che equivalgono a oltre un milione e 900 mila elettori che non hanno voluto esprimere il loro parere. Un dato che la dice lun­ga sulla disaffezione degli italiani verso il parlamento di Strasburgo. Anche se l’Italia, dal confronto con gli altri paesi membri, esce come nazione più virtuosa, visto che il da­to complessivo è del 43,2%, rispet­to al 44,4%. L’affluenza è stata inve­ce più alta alle amministrative, a ri­prova che i cittadini comunque sen­tono più vicine le istituzioni locali. Alle provinciali ha infatti votato il 70,5% degli elettori, quasi quattro punti meno della scorsa tornata, che arrivò al 74,4. Calo ancora più contenuto alle comunali: 76,7%, cir­ca due punti e mezzo meno del 79,3 dell’altra volta. La classifica regionale vede l’Um­bria come la più virtuosa con il 77,9% dei votanti, ultima la Sarde­gna col 40,9% (meno 33 punti) a po­ca distanza dal 49,1% della Sicilia. Nelle Isole in pratica non si è e­spressa nemmeno la metà degli a­venti diritto. E l’astensionismo in Si­cilia, serbatoio di voti del Pdl, ha si­curamente pesato sul risultato na­zionale del partito del Premier. Un astensionismo complessivamente non fisiologico, rileva l’Istituto Cat­taneo di Bologna, che attribuisce al­le regioni del Sud e alle Isole la di­saffezione alle urne, mentre le re­gioni 'rosse' del centro Nord han­no tenuto: 0,4% in meno in Emilia Romagna e percentuali superiore alle attese in Toscana, Umbria e Marche. Ecco dunque la classifica regionale per affluenza alle europee: Umbria 77,9% (80,5 nel 2005) Emilia Roma­gna 76,7% ( 81,5), Marche 73,9% (77,6), Lombardia 73,3% (76,3, con Milano al 69,7, era stato 73,2 nel 2004), Toscana 72,6% (77,8), Vene­to 72,6% ( 76,3), Piemonte 71,1% (75,2), Puglia 68,3% (71,9), Basilica­ta 67,9% (74,4), Liguria 64,9% (72,3), Friuli Venezia Giulia 64,7% (69,7), Campania 63,8% (68), Lazio 62,9% (71,5, con Roma al 59%, dieci pun­ti in meno rispetto al 69,2 di cinque anni fa), Molise 62,9% ( 68,1), A­bruzzo 61,7% (dodici punti in me­no del 73,4), Trentino Alto Adige 60,1% 68,9), Valle d’Aosta 58,7% (61,9), Calabria 55% (65,5), Sicilia 49,1% (60,3), Sardegna 40,9% (74,4), dato che fa esultare il Partito sardo d’azione e Sardigna natzione indi­pendentzia. Da segnalare che a L’Aquila il sisma ha fatto crollare anche la percen­tuale di votanti. Nel capoluogo a­bruzzese, infatti, dove fra l’altro è mancato l’effetto traino delle am­ministrative – il rinnovo del consi­glio provinciale, originariamente previsto per questa tornata, è stato rimandato a causa del terremoto – si votava solo per Strasburgo, s’è re­cato alle urne solo il 28,9%, poco più di un elettore su quattro. E certo la scossa arrivata a urne aperte non ha favorito il clima di partecipazione. L’europeismo degli italiani, rispet­to alla partecipazione degli altri cit­tadini dell’Ue, viene comunque sottolineato dallo stesso ministro dell’Interno: «Da noi – dice Rober­to Maroni – l’affluenza al voto per le europee ha segnato una per­centuale più alta rispetto a quella dei Paesi Ue, dove in diversi casi non si è superato neanche il 50%». «Pur con una ri­duzione – aggiun­ge – si conferma la tradizione italiana di partecipazione al voto. Comun­que, 7 italiani su 10 sono andati a votare e questa percentuale mol­to alta colloca l’I­talia tra i paesi più europeisti » . Il 42,9% di media europea è infatti il più basso da 30 anni a questa par­te. Primi della classe il Lussem­burgo col 91% e il Belgio col 90,3, ul­timi la Slovacchia col 19,6 e la Litua­nia