Attualità

IL PERSONAGGIO. Addio a Gino Giugni, il padre dello Statuto dei lavoratori

lunedì 5 ottobre 2009
Addio a Gino Giugni il padre dello Statuto dei Lavoratori. Giugni è deceduto a 82 anni nella notte dopo una lunga malattia. Messaggi di cordoglio e dolore sono arrivati da molti esponenti del mondo politico e sindacale. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, tra gli altri, nel dire che "l'Italia perde colui che con Brodolini fu il padre dello statuto dei lavoratori" precisa anche che "dovrà essere ricordato adeguatamente soprattutto al fine di mantenere vive le sue intuizioni, il suo metodo". Nato a Genova il primo agosto del1927, nel 1969 venne messo a capo della Commissione Nazionale per lo Statuto dei Lavoratoti ed ebbe l'incarico di scriverne il testo. L'impulso alla nascita dello Statuto fu dato da Giacomo Brodolini, sindacalista di area Psi, ministro del Lavoro che legò il suo nome sia alla riforma della previdenza sociale che all'abolizione delle gabbie salariali. Fu proprio lui a chiedere l'istituzione di una commissione nazionale e a chiamarne alla presidenza, appunto, Giugni. Nel 1983 Giugni venne eletto senatore nelle liste del Psi e divenne in seguito, presidente della commissione per il lavoro e la sicurezza sociale, e membro della Commissione Parlamentare Inquirente sulla P2. L'83 è anche l'anno dell'attentato delle Brigate Rosse: il 3 maggio stava camminando a Roma, venne "gambizzato" da una donna. Nelle elezioni politiche del 1987 fu rieletto senatore, e fu riconfermato presidente della Commissione per il lavoro e la sicurezza sociale. Dal 1993 al 1994 fu presidente del Psi e nello stesso arco di tempo divenne ministro del Lavoro del governo Ciampi. Lo Statuto rappresenta una vera e propria rivoluzione, un passo epocale e probabilmente la battaglia più grande vinta dai lavoratori. Tutto è cambiato con l'introduzione della legge 300 del '70: dalle condizioni di lavoro, ai rapporti con i datori fino alle rappresentanze sindacali.