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Migranti. Accordo con l'Albania, Zuppi: «Perché non gestire meglio l'accoglienza qui?»

M.M. mercoledì 8 novembre 2023

Alle critiche delle opposizioni per il discusso accordo sui migranti con l'Albania si aggiungono le osservazioni del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, convinto che l'intesa «di per sé» sia «un'ammissione di non essere in grado» di gestire il fenomeno. «Ci si chiede perché non venga sistemata meglio l'accoglienza qui - ha aggiunto l'arcivescovo di Bologna a margine della presentazione Rapporto Italiani nel Mondo 2023 della Fondazione Migrantes (in corso questa mattina presso il Roma Carpegna Palace) -. Ciò che sicuramente è importante è avere un sistema di accoglienza che dia sicurezze a tutti, sia a chi accoglie che a chi è accolto».

Nel frattempo, però, la maggioranza fa quadrato attorno alla premier e questa mattina, da Tokyo, è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a benedire l'operazione e assicurare il sostegno di Fi: «Rispetta tutte le norme comunitarie. È ben diverso da altri accordi che sono stati fatti da altri Paesi. Punta ad avere la massima sicurezza e fare in modo che coloro che non hanno rispettato le regole e non hanno diritto di entrare in Italia possano essere riaccompagnati nei loro Paesi di origine». Il vicepremier ha poi chiarito che «possono andare in quei porti solo navi militari italiane, non di ong, possono andare in quei centri solo persone che non siano minori o donne in stato interessante» e perciò, ha ribadito, «È un accordo scritto nel pieno rispetto delle norme comunitarie e credo che sia una scelta positiva», anche «perché l'Albania è un paese candidato» all'ingresso nell'Unione, ha concluso.

Anche l'altro vicepremier, Matteo Salvini, ha definito «incommentabili» le affermazioni di chi giudica incostituzionale l'accordo, smentendo anche le voci sui possibili malumori della Lega e sull'ipotesi che l'intesa con Tirana sia stata un'iniziativa esclusiva di Giorgia Meloni. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, convinto che «l'ipotesi di lavoro csi inquadra perfettamente in quello che è il piano che, già da tempo, il governo aveva annunciato di realizzazione di strutture per il trattenimento dei richiedenti asilo. Questa è un'ipotesi di lavoro frutto di una collaborazione con un paese amico, fratello. Capisco che le cose innovative talvolta suscitano discussioni - ha incalzato - ma tutto si comporrà secondo una logica che abbiamo annunciato e su cui stiamo lavorando da tempo».