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FESTA DEL LAVORO . 1 maggio, i moniti di Napolitano le critiche dei sindacati a Monti

mercoledì 2 maggio 2012
Festa del lavoro con le tradizionali manifestazioni sindacali in molte città - la più importante si è svolta a Rieti con i segretari di Cgil, Cisl, Uil - e una cerimonia ufficiale al Quirinale. Concerto a San Giovanni dal primo pomeriggio a notte inoltrata. Momenti di tensione si sono verificati a Torino, dove il sindaco Piero Fassino è stato contestato dai giovani del centro sociale Askatasuna. La contestazione è continuata quando una parte del corteo è giunta davanti al Comune ed è stato issato uno striscione con la scritta "Liberi tutti" riferita agli arresti di alcuni militanti No Tav. La polizia è intervenuta per riportare l'ordine. Qualche fischio anche nei confronti di Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, che ha festeggiato il Primo maggio a Portella della Ginestra, in Sicilia.La cerimonia al Quirinale si è aperta dopo che il presidente Giorgio Napolitano aveva deposto una corona di fiori al Monumento ai caduti del lavoro in piazza Giulio Pastore, all'Eur.  Nel suo discorso - tra le autorità presenti  il premier Mario Monti, i ministri Elsa Fornero, Corrado Passera, Anna Maria Cancellieri e il vicepresidente della Corte Costituzionale Franco Gallo - il capo dello Stato ha sottolineato come i dati economici negativi dell'Italia "fanno emergere realtà che nessuno può sottovalutare o considerare con distacco, anche i casi estremi del lavoratore sull'orlo della disoccupazione o dell' imprenditore sull'orlo del fallimento che si tolgono la vita non possono non addolorarci e scuoterci".Napolitano ha parlato inoltre della crescita economica come condizione necessaria per risolvere il problema della disoccupazione giovanile. "Le misure per la crescita non cancellano il rigore. I progressi fatti hanno evitato rischi catastrofici", ha però aggiunto, sottolineando che "i provvedimenti deliberati dal governo Monti hanno portato a un ritorno di fiducia nella sostenibilità finanziaria del nostro paese".Non è mancato nel discorso del presidente della Repubblica un riferimento al ruolo dei partiti. Da qui l'appello alle forze politiche che "sorreggono il governo Monti a dare nuova prova del loro senso di responsabilità, affinché arrivino velocemente a intese conclusive su una legge così importante e delicata come quella della riforma del lavoro.Monito pure alle parti sociali e alla politica affinché evitino contrapposizioni "laceranti e paralizzanti": "Ogni posizione difensiva o nostalgica è perdente. con una Europa che rischierebbe di scivolare ai margini della storia". Per il capo dello Stato, non c'è quindi alternativa all'attuazione di riforme strutturali, così come "non c'è alternativa al proseguire con intatta determinazione nell'impegno per il pareggio di bilancio e per un deciso, sistematico abbattimento del debito pubblico".Nel corso della cerimonia al Quirinale, Napolitano ha consegnato "quale simbolico omaggio all'estremo sacrificio di tutte le vittime degli infortuni" attestati alle famiglie di alcuni morti sul lavoro che il 13 marzo 1987, presso il cantiere Mecnavi del porto di Ravenna, persero la vita per asfissia provocata dall'esalazione di fumi tossici. Un altro riconoscimento alla memoria è stato consegnato ai famigliari di Antonio D'Amico, deceduto il 6 marzo 2002 presso lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco a seguito dell'investito di un carrello elevatore.Prima del presidente Napolitano, aveva preso la parola il ministro Elsa Fornero: "Le donne devono essere decisamente aiutate dalle istituzioni, dai servizi e dal cambiamento di mentalità a trovare la propria via alla conciliazione dei tempi di vita familiare e di lavoro, non necessariamente attraverso l'imitazione di modelli maschili". Dai microfoni di "Radio anch'io", il ministro del Lavoro aveva precedentemente ricordato che "non è un bel Primo maggio sia per l'assenza di lavoro che è un grandissimo problema, ma anche per gli incidenti sul lavoro". L'ultimo si è verificato ieri in un cantiere edile nei pressi dell'Aquila.Da Rieti i leader sindacali hanno confermato le proprie richieste a Monti. "La Cgil chiede al governo di cambiare la politica di rigore e recessione per fare una politica di crescita", ha detto il segretario Susanna Camusso facendo una proposta: "Si detassi la tredicesima già quest'anno, poi nel 2013 si faccia la riforma strutturale del fisco abbassando le tasse sul lavoro dipendente". Camusso è stata polemica anche verso le decisioni dell' ultimo Consiglio dei ministri: "Trovo stravagante che i tecnici abbiano bisogno di nominare altri tecnici, il tema è cambiare registro perché con queste politiche non si esce dalla crisi". Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha chiesto al governo di tagliare le tasse su lavoro dipendente e pensioni: "È inutile girarci intorno, nessun governo al mondo per rilanciare l'economia carica di tasse i cittadini". Luigi Angeletti, segretario della Uil, ha invitato l'esecutivo a ridimensionare i costi della politica: "Il presidente della Banca centrale europea ha proposto di tagliare le Province, se lo facessero mi toglierei il cappello. Dovrebbero tagliare 5 miliardi di costi della politica. Potrebbero farlo con un decreto e metterci la fiducia. Per i risparmi di 20 miliardi sulle pensioni ci hanno messo un giorno".