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LA NUOVA STAGIONE. Verdi e Wagner: festa alla Scala per l’autonomia

Pierachille Dolfini sabato 21 aprile 2012
​Sul tavolo dei relatori della conferenza stampa per la nuova stagione del Teatro alla Scala ci sono tre targhette con tre nomi: Stéphane Lissner, che è il sovrintendente, Giuliano Pisapia, che in quanto sindaco di Milano è presidente della Fondazione Scala, Bruno Ermolli, vicepresidente del Consiglio di amministrazione. E Daniel Barenboim? «Per altri impegni non poteva essere qui» taglia corto Lissner che poi aggiunge: «Ci sarà il 1 giugno per dirigere la Nona di Beethoven per Benedetto XVI: è più importante che ci sia per il Papa piuttosto che per la conferenza stampa». Per la cronaca il maestro ieri era a Londra con l’altra sua orchestra, la Staatskapelle di Berlino. Peccato. Sarebbe stato interessante ascoltarlo per la prima volta nella nuova veste di direttore musicale e chiedergli quale è stato il suo apporto nello stendere il cartellone 2012-2013 che celebra il doppio bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner. Giriamo la domanda a Lissner. «Insieme decidiamo le opere che dirige lui». Quest’anno solo Wagner, niente Verdi: il Lohengrin che il 7 dicembre (il 4 Anteprima per i giovani, Prima in diretta su Rai 5) aprirà la stagione con la regia di Claus Guth e le voci di Jonas Kaufmann, Anja Harteros e René Pape e il Crepuscolo degli dei che completerà la Tetralogia in vista della messinscena completa del Ring a giugno, le quattro opere in una sola settimana (non capitava dal 1938) durante la quale alla Scala saranno anche proiettati il film <+corsivo>Ludwig<+tondo> di Luchino Visconti e lo sceneggiato Wagner di Tony Palmer.«Per il resto del cartellone – continua Lissner – faccio da solo, anche se ogni giorno (meglio dire di notte, poiché sono sicuro di trovarlo solo dopo le 23) mi sento con lui per un confronto». Il "resto" è una stagione che punta a superare le 450mila presenze della precedente con sedici titoli d’opera: otto verdiani, sei wagneriani e due eccezioni, la novità di Alexander Raskatov Cuore di cane, dal romanzo di Bulgakov con la bacchetta di Valery Gergiev, e la rossiniana Scala di seta che, con la regia di Damiano Michieletto, sarà affidata ai giovani dell’Accademia. L’unico Wagner senza Barenboim sarà L’olandese volante: sul podio Hartmut Haenchen protagonista Bryn Terfel.A farla da padrone Verdi, «un punto di riferimento anche morale per gli italiani nel Risorgimento. Rappresenta per l’Italia il rigore, il coraggio, l’etica, l’assolutezza dei principi» spiega Lissner. Otto titoli che ripercorrono più di cinquant’anni di carriera. Da Oberto conte di San Bonifacio – come annunciato la regia sarà di Mario Martone, ma al previsto Andrea Battistoni, che non ha entusiasmato nelle recenti Nozze di Figaro di Mozart, sul podio subentra Riccardo Frizza – a Falstaff con la bacchetta di Daniel Harding, la regia di Robert Carsen e la voce di Ambrogio Maestri. In mezzo Nabucco diretto da Nicola Luisotti, Macbeth con Gergiev, Un ballo in maschera con l’accoppiata Daniele Rustioni sul podio e Michieletto in regia, Don Carlo con il prossimo direttore del Metropolitan Fabio Luisi, Aida nell’allestimento di Franco Zeffirelli del 1963 con Gianandrea Noseda in buca, sino alla Traviata che il 7 dicembre 2013 vedrà il ritorno di Daniele Gatti, regista Dmitri Tcherniakov, Violetta sarà Diana Damrau.Per celebrare il musicista delle Roncole, il 10 ottobre 2013, giorno in cui ricorreranno i duecento anni della nascita, alla Scala personalità del mondo della cultura e della politica leggeranno le sue lettere. Verdi andrà anche in tournée: Falstaff, Rigoletto e Aida a settembre 2013 sbarcheranno in Giappone e in Cina, dove la Scala arriva per la prima volta. La Messa da Requiem, che Barenboim il 27 agosto dirigerà in Scala per farne un dvd, sarà ai festival di Lucerna e Salisburgo.Stagione di balletto con le stelle di casa Svetlana Zakharova e Roberto Bolle: Romeo e Giulietta di Berlioz nella coreografia di Sacha Waltz, Notre Dame de Paris di Roland Petit, torna L’altra metà del cielo con le canzoni di Vasco Rossi e poi Giselle, Lago dei cigni e Histoire de Manon.