Agorà

Rai 1. Una passeggiata notturna in Vaticano con Alberto Angela

Tiziana Lupi sabato 24 dicembre 2016

Alberto Angela nella Cappella Sistina. Una scena dello speciale di Rai1 Stanotte in Vaticano

Visitare la basilica di San Pietro, passeggiare sotto il colonnato del Bernini, girare nei Giardini Vaticani: un itinerario artistico (e spirituale) comune a tutti coloro che vivono o arrivano a Roma. Alberto Angela però, da abile divulgatore, ha trovato il modo di mostrare il Vaticano e i suoi capolavori da un’ottica insolita.

Lo vedremo in Stanotte a San Pietro, il suo “viaggio notturno” in onda su Rai 1 martedì 27 dicembre in prima serata. È proprio la suggestione della notte quello che rende affascinante la produzione, realizzata con il Centro Televisivo Vaticano e Officina della Comunicazione. Perché, con la stessa formula vincente di Stanotte a Firenze, andato in onda con successo lo scorso anno, Angela guida il pubblico nei luoghi più conosciuti e in quelli poco o nulla accessibili, immerso in un silenzio rotto solo dalle sue parole e dal rumore dei tacchi delle scarpe. Ecco, dunque, la basilica di San Pietro raccontata dal cardinale Angelo Comastri; la Cappella Sistina in tutto il suo splendore; la Casina di Pio IV; l’armeria delle Guardie Svizzere e la Gendarmeria Vaticana; e l’Archivio Segreto Vaticano che, spiega Angela, «tanto segreto non è, visto che fuori la porta c’è persino il citofono. È segreto nel senso di segreteria, è un archivio amministrativo. Vedendolo, ho capito che Dan Brown non lo ha mai visitato».

Realizzare Stanotte a San Pietro non è stato facile: «Lavorare di notte, per di più ogni notte in una location diversa, facendo anche i conti con le esigenze di sicurezza, è stato estenuante. Come concentrare tanti programmi in uno solo » ammette Angela che però, oltre alla soddisfazione personale, raccoglie anche il plauso di monsignor Lucio Adrian Ruiz, segretario della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, del direttore del CTV Stefano D’Agostini e del dg della Rai Antonio Campo dall’Orto: «Siamo orgogliosi di questa operazione, è importantissimo che un luogo così unico possa essere frequentato da tutti, anche da chi non ha la possibilità di andarvi». Conclude Angela: «La parola Vaticano vuol dire tante cose. È uno Stato, un luogo della fede, un luogo del-l’arte, un luogo della storia. Noi abbiamo voluto provare a raccontarli tutti».