Agorà

Televisione. Tv8, Maisano sulle rotte dei migranti

Angela Calvini mercoledì 18 novembre 2020

Marco Maisano in Ghana per il suo reportage su Tv8

L’immigrazione, il complottismo, la quarta età, le baraccopoli: la centralità delle storie, che pone in evidenza i grandi temi dell’attualità e le nuove tendenze, vengono affrontate con un linguaggio semplice, tanta curiosità e l’ausilio di un telefonino da Marco Maisano, 31 anni, ex Iena che è tornato con le sue inchieste il mercoledì in seconda serata su Tv8.

Dopo le prime due puntate, dedicate all’energia e alla moda, la seconda stagione di Piacere Maisano, produzione EndemolShine Italy, torna con un nuovo episodio dedicato all’immigrazione, in onda stasera su TV8, stasera, dopo X Factor. «Occorre coinvolgere i giovani sulle grandi tematiche dei nostri tempi, ma va fatto in modo chiaro e coinvolgente» ci racconta il giornalista, che da tempo si occupa di migrazioni e che stasera ci porta in Africa Occidentale, alle prese con la crisi economica prodotta dal Covid-19. Una crisi che sta interessando, in particolare, il Ghana, Paese che, sebbene sia ricco di risorse minerarie e petrolifere, è uno dei Paesi più colpiti dal fenomeno della migrazione: una interna che nasce dalle regioni settentrionali, per motivi economici e climatici, e una che dal Sud, per problemi legati al mercato del lavoro, tenta il pericoloso viaggio verso l’Europa e l’Italia. Marco Maisano ci porta così alla scoperta delle contraddizioni di un Paese, potenzialmente ricco e stabile, da cui però le persone, soprattutto i giovani, sono costrette a emigrare.

«Siccome moltissimi immigrati arrivano in Italia da un Paese dove albergano pace, democrazia, crescita economica, convivenza interetnica e religiosa, l’unica per capire era andare di persona in loco a vedere» ci racconta Maisano ha visitato il sobborgo di Agbogbloshie, periferia di Accra. Qui vivono 80 mila persone: manca l’acqua, circolano droghe, c’è una guerra tra bande e la prostituzione è diffusa. Agbogbloshie è noto anche per essere la più grande discarica di rifiuti tecnologici di tutta l’Africa, dove computer, cellulari, stampanti arrivano illegalmente dagli Usa e dall’Europa e vengono smontati a mani nude o bruciati per recuperarne i componenti, sprigionando fumi tossici, piombo e metalli pesanti. Ma ad Accra, dove vivono 3 milioni di abitanti, si concentrano quasi il 70 per cento delle strutture produttive del Paese. Un’enorme ricchezza che però è distribuita in maniera diseguale dato che le risorse naturali sono nelle mani di poche multinazionali. «Ho incontrato quei giovani ghanesi che cercano di venire in Europa - spiega Vivono un sogno molto lontano dalla realtà, partono senza ricevere una formazione adeguata e rischiando così di finire vittime della malavita in Italia».

Il quarto episodio è dedicato ai complottisti e alle teorie che invadono il web, mentre la quinta puntata analizza come il Coronavirus abbia fatto riemergere la paura dell’età. Infine, le Baraccopoli sono il tema dell’ultima puntata. «La crisi da Covid ha portato il divario tra ricchi e poveri ad inasprirsi ulteriormente» spiega il giornalista che ha visitato a Roma le baraccopoli di Via della Foce dell’Aniene e quelle di Messina, che sono 72 in totale. A gennaio arriveranno su Tv8 altre quattro nuove puntate, dedicate all’inquinamento a plastica, ai vaccini, ai social network e all’arte.