Agorà

MOTO MONDIALE. La svolta di Valentino «Rivinco e mi ritiro»

Angelo Marchi mercoledì 11 gennaio 2012
​Valentino Rossi, a differenza di un anno fa, quando aveva una spalla malmessa, si presenta al secondo anno in Ducati «al 100%, con molta fame, la stessa di sempre, e con molta voglia di vincere». Qualche gara, mica il Mondiale. Per raggiungere il decimo titolo iridato della sua strepitosa carriera gli serve un prolungamento dell’accordo con Borgo Panigale, per vincere nel 2013 o nel 2014. «Vorrei un nuovo contratto in Ducati, un biennale, e poi pensare a come divertirmi, magari nei rally», spiega a Madonna di Campiglio. Ma solo se «ci saranno le condizioni per vincere», si affretta a precisare. In questo, trova l’assenso di Gabriele Del Torchio, il presidente di Ducati Motor Holding. Se la moto andrà bene ci saranno pochi problemi a rinnovare, altrimenti? «Tutti i piloti sono in scadenza di contratto e, forse, si potranno mischiare un po’ le carte – afferma Rossi –. A me piacerebbe vincere qualcosa qui, far crescere la Ducati, fare un paio d’anni e poi smettere». Non vede, insomma, un futuro su una moto giapponese. «È poco probabile. Non posso dire adesso che sarà impossibile, ma abbiamo iniziato in Ducati e ci piacerebbe vincere con lei».L’anno scorso la spalla, e una moto così così, hanno segnato un disastro, miglior risultato un terzo posto. Quest’anno, Valentino sembra partire rinunciando all’iride. «Non vorrei tagliarmi fuori dai giochi prima di cominciare. Ma realisticamente c’è un distacco di un secondo e mezzo da recuperare». In quel 1”5 che prendeva da Honda e Yamaha però, magari c’era qualche decimo in meno del Rossi che fu: «La fame è la stessa. Sono ancora molto competitivo e non ho perso decimi su di me. Servono le condizioni giuste. Ci proveremo».C’è stata anche la morte di Marco Simoncelli in pista, col suo coinvolgimento diretto. E ora si legge di dissapori col papà del Sic, che gli rimprovererebbe di non essersi fatto più sentire dopo i funerali: «Non è vero nulla, sono in ottimi rapporti con lui, con la fidanzata che, probabilmente, lavorerà nel mio staff, e coi suoi amici. Con Marco Sanchini faremo un video di spezzoni tra me e Sic».Ora vuol tornare protagonista: «Con la nuova Desmosedici, che ho visto solo al computer e mi sembra molto bella, potremo far funzionare meglio le gomme e recuperare». La nuova moto, progetto innovativo di Filippo Preziosi, vuol consentire una più facile guidabilità e portare prima in temperatura le gomme Bridgestone, l’handicap del 2011. Ma Valentino si sente forte come quando vinceva un Gp su due? «Non si possono fare paragoni tra diverse ere. Vengo da una generazione precedente di piloti. Adesso sono molto giovani, forti e competitivi. Ma lo sono ancora molto anch’io. Realisticamente non penso di vincere la prima gara quest’anno, ma di poter tornare a vincere». Nel team c’è anche Nicky Hayden che non soffre di essere messo in ombra dalle aspettative che i fan di una moto italiana hanno per Rossi: «Siamo una squadra forte, l’unica che mette in pista due campioni del mondo. L’anno scorso non è stato un anno ok, eppure ai box c’era un atmosfera perfetta». Reduce dalla frattura di una scapola e di tre costole in allenamento negli Usa, Hayden sta recuperando e pensa di essere pronto per i primi test di Sepang, «ma per ora mi alleno sulla cyclette». La Desmosedici attende.