Agorà

IL BILANCIO. Il calciomercato chiude tra beffe e ripieghi

Massimiliano Castellani sabato 1 settembre 2012
Confermiamo, solo i ragazzini e i “saranno famosi”, possono salvare la nostra povera Serie A. Ieri si è chiuso un Calciomercato, che tranne che per il comparto cessioni, è come se non si fosse mai aperto.Tanti proclami fasulli, per arrivare ad utopici top-player, mai pervenuti. Uno per tutti? Il “caso” Berbatov (mica Falcao dell’Atletico Madrid): dato per sicuro alla Fiorentina, poi soffiato («da dilettanti», Della Valle dixit) dalla Juve e in zona Cesarini diventato un giocatore del Fulham per non scontentare la signora “Berbatova” che voleva vivere a Londra. Napoli è milionaria, ma solo per bloccare Cavani fino al 2017. Dopo aver perso Lavezzi (finito nello sceiccato del Psg) De Laurentiis si è cautelato con una faraonica clausola rescissoria sul cartellino dell’uruguayano: chi vorrà avere Cavani dovrà prima sborsare 60 milioni, poi si vedrà. Piccola divagazione sul tema dei baratti, usato non sempre sicuro e presunti bluff. Dopo l’addio choc alla Juve, Del Piero ha più dubbi di Amleto, per quel che concerne il suo futuro in campo. Al «no» al Sion, ieri l’ex capitano juventino ha fatto seguito con un «nì» al Sydney. «Del Piero ci ha detto sì», hanno scritto entusiasti gli australiani sul proprio sito. Immediata è arrivata la doccia fredda da Torino: Del Piero non ha ancora accettato. Intanto il mercato appena chiuso ha sicuramente stabilito il record degli “acquisti di ripiego”. Il Milan ha chiuso con un tris: Pazzini, Bojan e De Jong. E Galliani avverte Max Allegri: «Con questi tre non può più accampare scuse». Fossimo nella dirigenza rossonera, ci scuseremmo con il tecnico che ha visto andar via una squadra intera e soprattutto ha dovuto accettare le cessioni di due insostituibili come Thiago Silva e Ibrahimovic. «Bambole non c’è una lira», cantava Macario. E lo si capisce bene dalle manovre finali di Moratti che per completare l’attacco dell’Inter non aveva nulla di meglio che provare a prendere Floccari. E non c’è riuscito.Alla fine invece Gilardino ce l’ha fatta a lasciare il Genoa che lo ha ceduto, in prestito, al Bologna. Piccolo dubbio, nostro: i tifosi felsinei avranno dimenticato che il “Gila” con un suo gol nello spareggio-salvezza del 2005 spedì in B il Bologna di Mazzone? Non hanno dimenticato le loro care vecchie squadre Marco Borriello e Luca Toni che si iscrivono di diritto alla serie “a volte ritornano”. Borriello rincasa al Genoa dove nel 2007-2008 disputò la sua miglior stagione con 19 gol. Toni ha lasciato il paradiso non-calcistico di Dubai e dopo cinque anni torna alla Fiorentina (in viola anche l’argentino del Catania Llama, mentre gli etnei hanno tesserato l’attaccante svedese Zekovic, classe 1994) alla quale aveva lasciato un bel ricordo: 49 gol in 71 gare. Non dimenticheranno facilmente a Bologna il 22enne uruguayano Gaston Ramirez. Aveva dietro mezza Serie A, ma per una cifra che il Bologna non poteva rifiutare, 14 milioni di euro, Ramirez è finito in Premier, al Sautampthon. Una fuga che ricorda quella di Verratti al Paris Saint Germain. Il club francese soffre di bulimia da Calciomercato e ieri, con altri 6 milioni di euro (spiccioli per lo sceicco Al-Thani), si è regalato il difensore dell’Ajax Van der Wiel. Il fair play finanziario forse esenta il club francese? «Non torneremo mai indietro, Psg o non Psg», ci rassicura il presidente della Uefa Michel Platini in merito all’avvio del fair play finanziario dalla stagione 2014-2015. «Ho parlato con tutti i massimi dirigenti dei principali club calcistici d’Europa - continua Platini - e anche con i proprietari del Manchester City ad Abu Dhabi. A parole tutti vogliono raggiungere questo fair play finanziario, ma alcuni mostrano con i fatti che non vogliono». Quelli del Psg (per i quali, tra l’altro, lavora Platini jr) infatti non vogliono.Vogliono assolutamente restare in A il Pescara e il Siena di Cosmi che è partito con l’handicap dei 6 punti di penalità per i fatti di Scommessopoli. Gli abruzzesi hanno preso Mesto dal Parma, mentre il Siena ha messo a segno un bel poker: Zè Eduardo, Campos Toro Martinez, Rodriguez e Rosina che lascia il ricchissimo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti per provare a stupire ancora, in questa povera Serie A.