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Intervista. Suor Cristina: «Nel nuovo disco la gioia di Dio»

Angela Calvini mercoledì 21 marzo 2018

È tornata suor Cristina. Passati i clamori mediatici della sua vittoria al talent di Rai 2The Voice nel 2014, quando la giovane novizia diventò una star globale con circa 100 milioni di visualizzazioni della sua strepitosa interpretazione di No one di Alicia Keys, suor Cristina ha proseguito con impegno il suo cammino di vita e spirituale presso le suore Orsoline della Sacra Famiglia a Milano. Nel mezzo, un album di cover pop e il musical Sister Act. La siciliana Cristina Scuccia, universalmente nota come Sister Cristina, pubblica oggi per Universal Felice, il suo primo album di inediti, 12 brani pop solari e ricchi di positività, di cui alcuni in inglese e portoghese, scritti da autori di livello, come il produttore Elvezio Fortunato, Andrea Bonomo e Luca Chiaravalli. Prima del tour italiano, la religiosa canterà il 24 marzo a Roma alla riunione pre-sinodale in vista della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani e la fede. E la sera del 14 aprile terrà una testimonianza in musica presso la parrocchia di San Dionigi a Milano.

Suor Cristina, ad agosto lei compie 30 anni. Cosa è cambiato nella sua vita dopo il talent?

«Personalmente sono cresciuta tantissimo grazie a questa esperienza. Il Signore ha scelto tappe importanti per farmi crescere, dai due anni di noviziato passati in Brasile a The Voice. Tutti salti nel vuoto, in cui Lui mi rassicurava e mi stava sempre dinnanzi. Credo nella missione del pop, un linguaggio per trovare un dialogo coi giovani sui temi profondi. I frutti ci sono: me lo conferma anche l’entusiasmo dei 5000 giovani per cui ho animato la recente veglia di preghiera in attesa di papa Francesco a San Giovanni Rotondo».

È a loro che ha pensato col nuovo disco?

«Certo, questo è un progetto dove ho messo molto del mio insieme agli autori. Sono canzoni d’amore che io dedico a Dio, ma qualcuno può dedicarla alla mamma, alla fidanzata, al marito. Desidero arrivare anche a chi Gesù non l’ha ancora incontrato con testi che, in una maniera implicita, contengano comunque il suo messaggio. L’ombra che non ho più parla di chi sono io, di quello che ho scelto, delle ombre scomparse una volta incontrato il vero amore, Cristo. Perché tutto ciò di cui abbiamo bisogno è l’amore, canto in Love to hold me, quindi prendiamo la nostra vita fra le mani e facciamo un cambiamento, dico in Shine. In Piccole cose ho voluto dar voce al sentimento di chi soffre per la perdita di una persona cara mentre Come gli angeli ci parla dell’isolamento dei ragazzi di oggi, chiusi dentro se stessi, tra cuffie e Smartphone».

Ma com’è la vita di Sister Cristina quando non canta?

«È una vita sempre molto dinamica, siamo solo 4 suore nella nostra comunità di Milano, abbiamo 80 famiglie che bussano ogni giorno alla nostra scuola per portarci i loro bambini e abbiamo 40 universitarie che vivono con noi nel pensionato. Ci rimbocchiamo le maniche e facciamo di tutto. La nostra vita è ordinaria, ma in quell’ordinarietà cerchiamo quello che è straordinario».

Lei però ha anche fatto qualcosa di “straordinario” in tv rompendo gli schemi.

«Per me è un’esigenza. Quando incontri Gesù hai bisogno di correre a raccontarlo agli altri. Poi il Signore usa le forme più disparate. Si è servito anche di una giovane suora vista in un talent. La suora trasgressiva? Gesù non era ordinario, ed era criticatissimo: il suo obiettivo era andare verso gli ultimi, verso coloro che non avevano ancora incontrato il suo sguardo».

Questo progetto punta anche all’estero?

«Sì, perché mi chiamano spesso a cantare all’estero, da New York all’Indonesia. In Italia si fa più fatica ad accettarlo: ma per me, venuta da Brasile, è normale vedere suore, preti e frati che cantano su un palco. Le sacre scritture sono tutte un invito a inneggiare a Dio. E papa Francesco ci chiede una Chiesa in uscita: con lui è in continua crescita».

Nel video di “Felice” lei balla coi ragazzi e si riempie di colori.

«Quando l’essere umano trova un equilibrio fra ciò che è terreno e ciò che è divino è invaso da una gioia incredibile. La felicità è qualcosa di molto profondo, la certezza che dentro di te c’è qualcosa che ti tiene in equilibro».

E lei, come è riuscita a mantenere l’equilibrio di fronte al successo?

«Non nascondo che all’inizio ho avuto momenti difficilissimi, e ringrazierò sempre la madre superiora suor Agata e lo staff artistico. Il successo a The Voice è stato una cosa improvvisa e la situazione era ingestibile: c’era gente che ci entrava in casa e ho avuto anche problemi con uno stalker. Ero frastornata. Ho avuto momenti per riflettere, mi son fatta domande sul mio cammino, ho pregato. Il Signore mi ha parlato e da sempre la risposta giusta. “Ci sono solo io”».