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Ritorni. Serie tv, i «classici» vestiti di nuovo

Francesca D’Angelo martedì 3 febbraio 2015
E dire che ormai ce ne eravamo fatti una ragione. Avevamo chiuso i telefilm degli anni ’90 nel cassetto dei ricordi, conservando per loro quella tenerezza che si riserva per le passioni di gioventù. Ci eravamo, insomma, rassegnati all’idea che quelle sigle, quei volti e quelle storie appartenessero al passato televisivo. Invece scopriamo che, adesso, il “nuovo” in tv sposa il vintage. Oltreoceano infatti i canali stanno facendo a gara per resuscitare quei telefilm che hanno segnato la storia. Solo che, a differenza delle precedenti operazioni, non ci si limita più a riadattare le storie, dando loro una nuova vernice più fresca e moderna (come nel caso del recentissimo Flash). L’idea del momento è infatti riportare in vita persino il cast originale. E poco importa se in alcuni casi i protagonisti di quelle storie si stiano avvicinando agli -anta: in nome dei tempi passati (e degli annessi gloriosi ascolti), si cerca di ripristinare l’intero mito, volti compresi.«Negli ultimi tempi, salvo rare eccezioni come i lavori di Shonda Rhimes, non ci sono stati debutti di serie eccellenti. Si preferisce quindi rifugiarsi nei vecchi successi, che possono contare sulla forza dei marchi – spiega la sceneggiatrice Luisa Cotta Ramosino –. Il pubblico a cui si guarda è quello più largo possibile comprensivo sia dei vecchi fan, ma anche dei giovani che in realtà stanno sempre di più riscoprendo i classici tv. In fondo, Twin Peaks non è altro che l’antesignano delle serie antologiche, che vanno molto di moda oggi». Il titolo di punta di questa operazione nostalgia è X-Files: il telefilm a base di alieni, complotti e paranormale è stato uno dei più grandi successi tv. Vanta ben dieci stagioni (1993-2002), oltre duecento episodi, un gran spropositato di candidature e premi vinti, due film cinematografici, nonché un ghiotto universo commerciale di vhs, dvd, libri. Un piatto a cui è difficile rinunciare. Da qui, l’annuncio del canale Fox: lo stesso ideatore di X-Files Chris Carter sta lavorando al reboot della serie (a differenza del remake – “rifacimento” –, i reboot “riavviano” dall’inizio la storia, cambiandone però alcuni aspetti). Particolare non trascurabile: nei nuovi episodi di X-Files torna la coppia di agenti Fox Mulder e Dana Scully, interpretata dagli attori originali, David Duchovny e Gillian Anderson. «Credo che torneremo molto presto sul set. Adesso i tempi sono maturi», ha confermato lo stesso Duchovny , per poi aggiungere: «Certo non sono interessato a una stagione intera. Il ritorno ci sarà, ma in forma limitata. Siamo vecchi, non abbiamo più le energie per un’intera stagione». E, ammettiamolo, per gli stessi fan potrebbe essere spiazzante rivedere i propri beniamini Mulder e Scully inevitabilmente invecchiati. «Il rischio del rigetto da parte del pubblico esiste – continua la Cotta Ramosino –. Il remake infatti prevede la presenza di un nuovo cast, mentre quando fai un reboot, ossia “un ritorno a”, i personaggi della serie originale non possono mancare. Vederli invecchiati potrebbe avere un effetto estraniante, ma anche trovarli interpretati da attori diversi potrebbe risultare ugualmente rischioso». X-Files non è l’unico caso vintage in arrivo. Nel 2016, infatti, a distanza di venticinque anni, tornerà in video anche Twin Peaks con i suoi attori chiave: Sheryl Lee (Laura Palmer), Dana Ashbrook (il fidanzato Bobby) e Kyle McLachlan (l’agente Dale Cooper). La serie andrà in onda su Showtime, per nove episodi, diretti ancora da David Lynch. Confermato anche lo stesso sceneggiatore, Mark Frost, che ha precisato: «Non sarà un remake, ma il capitolo successivo della storia, all’interno della quale gli anni trascorsi saranno un elemento importantissimo».
Tuttavia giocare con il mito può avere le sue controindicazioni. Per esempio, nel caso di Twin Peaks, avevamo lasciato Laura Palmer morta stecchita: una sua possibile risurrezione potrebbe venir mal digerita dai fan. «X-Files ha più chance di successo perché può contare sul ponte dei film, sulla vitalità del genere e sul fatto che i suoi due interpreti principali, oltre a essere invecchiati bene, vantano una presenza in video costante – continua la Cotta Ramosino –. Twin Peaks invece è più un’incognita: già all’epoca la seconda stagione era calata in ascolti e il film è stato fallimentare».Eancora: sono sempre più insistenti le voci di un reboot di Prison Break, nonché di una nuova serie di 24, già anticipato dalla miniserie del 2014 24. Live another day (anche qui, interpretato ancora da Kiefer Sutherland). Il caso più eclatante è però il cinematografico Star Wars 7: il nuovo capitolo della saga di Guerre Stellari non teme di schierare degli invecchiatissimi Luke (Mark Hamill), Leila (Carrie Fisher) e Ian Solo (Harrison Ford).«In questo caso però siamo di fronte a un prodotto diverso – precisa la Cotta Ramosino –. Guerre stellari, come Star Trek, è un universo in espansione: un mondo da esplorare, dove sono quindi tollerabili nuove storie. La presenza delle vecchie glorie serve per rassicurare il pubblico e accompagnarlo nelle nuove trame».