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Archeologia. Scoperta in Amazzonia una rete di città giardino di 2.500 anni fa

Redazione Agorà venerdì 12 gennaio 2024

Scansioni LIDAR della valle di Upano in Ecuador che mostrano piattaforme sopraelevate

Nella Valle di Upano dell'Ecuador amazzonico, ai piedi delle Ande orientali, è stato rinvenuto un fitto sistema di centri urbani preispanici. Il lavoro sul campo e l'analisi LIDAR (Light Detection and Ranging) hanno rivelato un paesaggio antropizzato con gruppi di piattaforme monumentali, piazze e strade che seguono uno schema specifico intrecciato con estesi drenaggi e terrazze agricole e ampie strade rettilinee che percorrono grandi distanze. Probabilmente è la prima e più grande forma di urbanismo della regione. A descrivere il ritrovamento sulla rivista Science gli scienziati del French National Center for Scientific Research (CNRS), della Pontifical Catholic University of Ecuador e dell'Universita' di Puerto Rico.

Il team, guidato da Stephen Rostain, ha presentato le prove di una civiltà basata sull'agricoltura risalente a oltre 2.500 anni fa. Questa società, sostengono gli studiosi, costituisce il primo e il piu' grande esempio di urbanismo agrario a bassa densita' documentato finora in Amazzonia. La caratteristica paesaggistica più rilevante è il complesso sistema stradale che si estende per decine di chilometri, collegando i diversi centri urbani e creando così una rete su scala regionale. Uno sviluppo precoce così esteso nell'Alta Amazzonia è paragonabile a sistemi urbani maya simili recentemente evidenziati in Messico e Guatemala.

Il gruppo di ricerca ha utilizzato il sistema di mappatura e rilevamento LIDAR per individuare una serie di strutture, piazze, sentieri e strade, con oltre 6.000 piattaforme di origine antropica e drenaggi fluviali all'interno dell'area di rilevamento, che copriva circa 300 chilometri quadrati. Sono stati inoltre identificati almeno 15 siti di insediamenti distinti di varie dimensioni basati su gruppi di formazioni urbani. Intorno alle piattaforme c'erano campi, molti dei quali drenati da piccoli canali scavati intorno. "La valle era quasi completamente modificata", afferma Rostain. L'analisi del vasellame suggerisce che venivano coltivati mais, fagioli, manioca e patate dolci. Complessivamente, nell'area esaminata c'erano cinque grandi insediamenti. Secondo Rostain, potrebbero essere descritti come città giardino, a causa della loro bassa densità di edifici. Tra gli elementi più interessanti di questo ambiente, gli esperti riportano l'estesa e complessa rete stradale su scala regionale che collega i centri urbani con la periferia circostante. Gli scavi archeologici indicano che la costruzione e l'occupazione delle piattaforme e delle strade avvenne all'incirca tra il 500 a.C. e il 300-600 d.C. Secondo le ipotesi degli scienziati, inoltre, il complesso fu abitato da gruppi delle culture Kilamope e successivamente Upano. Questi ultimi sono diversi dagli altri siti monumentali scoperti in Amazzonia, piu' recenti e meno estesi.

Il motivo per cui queste civiltà siano scomparse non è chiaro. Spesso si ritiene che la foresta amazzonica fosse in gran parte incontaminata dall'uomo prima dell'arrivo di Colombo e della successiva colonizzazione. In realtà, i primi europei riferirono di aver visto molte fattorie e città nella regione. Queste notizie, a lungo ignorate, sono state confermate negli ultimi decenni dalle scoperte di antichi sbancamenti e da superfici agricole create dagli agricoltori. Secondo una stima, la popolazione precolombiana dell'Amazzonia sarebbe ammontata a 8 milioni di persone.