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Sci e scherma. Goggia fa 24, in Austria «vittoria liberatoria». Parigi: fioretto record

Giuseppe Matarazzo sabato 13 gennaio 2024

Sofia Goggia all'arrivo vittorioso

Anche Sofia Goggia fa 24. Come Federica Brignone e Gustav Thoeni. Oggi l’ennesima e attesa vittoria della sciatrice azzurra, dopo la caduta di venerdì in superG. La sua discesa sulle nevi austriache di Altenmarkt-Zauchensee è stata d’oro e dal significato speciale, tanto da spingerla a lacrime di commozione. «Sì, per me è stata una vittoria liberatoria - ha spiegato la campionessa bergamasca - perché tecnicamente la mia non è stata comunque una gara perfetta. Ma soprattutto perché su questa pista ho delle statistiche non da podio, con molte cadute compresa quella di venerdì quando quasi mi sentivo incapace di sciare come so. Così la notte è stata difficile. La caduta nel superG di venerdì non è stata un granché ma mi ha segnato molto. E poi proprio dopo una caduta qui era partito il mio percorso che mi portò all'oro olimpico. Insomma, con questa pista avevo un conto aperto e oggi sono riuscita a fare la mia parte senza neppure utilizzare tutti i miei cavalli», ha concluso Goggia che ha dedicato la vittoria ai 250 anni della Guardia di Finanza, il suo corpo militare.

Sofia Goggia nella discesa di oggi sulle nevi austriache di Altenmarkt-Zauchensee - Ansa

Sofia Goggia ha ottenuto in 1.46.47 il suo successo n. 24 in carriera in coppa del mondo, tornando così ad affiancarsi a Federica Brignone come le azzurre più vincenti della storia. Le stesse di Gustav Thoeni, che ha avuto un pensiero tutto per lei: «Sofia Goggia è bravissima, è sempre molto decisa, e fa piacere che assieme a Brignone mi abbiamo raggiunto nel numero delle vittorie in Coppa. Lei va sempre al limite e al giorno d'oggi se uno non rischia non può vincere». Qualche settimana fa era stata Federica Brignone a eguagliare quota 24. Thoeni, 72 anni, dall'11 dicembre del 1969 con il successo nel gigante della Val d'Isère al 16 gennaio 1977 con quello nella combinata (gara ormai scomparsa dal Circo bianco) a Kitzbuehel, ha vinto 24 volte in Coppa. In quegli anni non esistevano i supergiganti, disciplina introdotta nella stagione 1982/1983. «Diciamo che in un certo senso la sfida Goggia-Brignone è un po' come quella Thoeni-Gros», ha aggiunto, sorridendo, il campione altoatesino di Trafoi.

Per l'Italia c'è stato anche il terzo posto della felicissima gardenese Nicol Delago («ho gareggiato con il cuore»), al quarto podio in carriera e che ad Altenmarkt fu seconda due anni fa. Per lei un podio ex aequo con l'austriaca Mirjam Puechner. Al secondo posto l'altra austriaca Stephanie Venier che ha insidiato sino all'ultimo metro il successo di Goggia. Delusa e arrabbiata con se stessa invece Federica Brignone che ha sbagliato parecchio («ne ho combinate di tutti i colori: volevo troppo») come a volte succede quando si vuole strafare, nel tentativo di vincere per la prima volta in questa disciplina: ha chiuso quattordicesima.

Il norvegese Aleksander Kilde trasportato in elicottero in ospedale dopo la brutta caduta a Wengen - Reuters

A Wengen c'è stato invece ancora un podio per l'azzurro Dominik Paris, il 45/o in carriera, arrivato terzo nella discesa. Ha ri-vinto lo svizzero Marco Odermatt che, dopo il successo di giovedi nella libera sul tracciato accorciato, si è imposto anche sull'intero percorso della massacrante Lauberhorn di Wengen, la discesa più lunga del mondo con i suoi 4.270 metri. Per lui, vero dominatore della coppa del mondo da tre stagioni, è la vittoria n.31. La gara è stata segnata dalla drammatica caduta nella S a ridosso del traguardo del norvegese Aleksander Kilde. Lo stesso punto che nel 1991 fu fatale all'austriaco Gernot Reinstadler. Kilde ha provato a rialzarsi ma non è riuscito e ha atteso i sanitari. Si temono lesioni alla gamba. È stato portato in ospedale con l'elicottero. Venerdì si era invece infortunato - rottura legamenti - il francese Alexis Pinturault e con lui infortunio pure lo svizzero Marco Kohler. Da qui le proteste per un calendario tanto fitto, tanto impegnativo e fisicamente faticoso da diventare pericoloso.

Fioretto: a Parigi podio tutto azzurro per la prova della Coppa del Mondo​

A vincere la prova di Coppa del mondo di fioretto uomini svoltasi nello 'Stade Pierre de Coubertin' di Parigi, che ha avuto un podio formato interamente da italiani, è stato Tommaso Marini, che in finale ha battuto 15-12 Alessio Foconi.

Suona l'Inno di Mameli e sventolano quattro bandiere identiche sul palcoscenico. Un'apoteosi la competizione maschile, che riporta sul gradino più alto del podio il campione mondiale di Milano 2023, Tommaso Marini, a poco più di cinque mesi di distanza dall'operazione alla spalla. E a seguire argento per Alessio Foconi, bronzo per Filippo Macchi e Guillaume Bianchi.

Ma è grande Italia anche nella prova femminile con il secondo posto di Elena Tangherlini (prima medaglia per lei) e il terzo di Martina Favaretto. Il fioretto azzurro è riuscito a volare, malgrado le eliminazioni della campionessa mondiale Alice Volpi (9^ classificata) e della vice-campionessa continentale Arianna Errigo. Uscite ai sedicesimi l'oro europeo Martina Batini, Olga Rachele Calissi e Camilla Mancini). Impresa, quindi, di Elena Tangherlini e Martina Favaretto, ma restano da applausi anche le prestazioni di Francesca Palumbo (7^) ed Erica Cipressa (8^).

Insomma, all'ombra della Torre Eiffel, dove la prossima estate andranno in scena i Giochi Olimpici, sei medagliati su otto nelle gare individuali di fioretto sono italiani.

"Grandissimi i ragazzi, splendide anche le ragazze, un plauso immenso a tutti loro, al ct Cerioni e all'intero staff che oggi hanno scritto un'altra splendida pagina di storia per il fioretto e per tutto il nostro sport", ha detto il presidente federale Paolo Azzi.
Domani la tappa di Coppa del Mondo di Parigi si chiuderà con le prove a squadre, in cui l'Italia punterà al pass olimpico con il team maschile e a fare ancora bene con la già qualificata formazione femminile.