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IL FESTIVAL NEL PALLONE . Sanremo, lite sui cachet dei padrini: è il caos

Massimo Gatto mercoledì 21 gennaio 2009
Il Festival di Sanremo 2009 prima che riscattare la Rai deve riscattare Bonolis, dopo un triennio a Mediaset non esattamente in linea, dal punto di vista degli ascolti, con gli 8 milioni di euro a sta­gione strappati a suo tempo dal conduttore. Pur di trion­fare Bonolis e il suo manager Presta stanno facendo di tut­to: dal convincere Roberto Benigni (che ha come mana­ger lo stesso Presta) a parteci­pare al Festival, ad arruolare a suon di euro cantautori bla­sonati nel ruolo di «padrini» dei giovani, per poter dimo­strar e di avere riportato al Fe­stival i vari Zucchero, Lucio Dalla e compagnia cantante. Se il sì di Benigni sembra qua­si certo, le cose sul fronte dei big vanno molto ma­le. Al punto che qual­cuno di loro sta per­sino meditando di ri­tirarsi. Tutta colpa della querelle scop­piata tra la banda di Bonolis e la Rai. Per convincere questi grandi della canzone a far da padrini alle nuove proposte la direzione artisti­ca del Festival ha infatti offer­to loro 50 mila euro ciascuno. Niente davanti all’assegno da 400 mila euro, più generoso rimborso aereo (privato), staccato dal Festival tre anni fa a John Travolta, ma per la Rai sono troppi. Soprattutto perché legati ad una presta­zione di dieci minuti. Visto che i contratti con i pa­drini non sono ancora stati chiusi, la Rai ha annunciato di voler tagliare i loro com­pensi, sconfessando di fatto i patti siglati dalla direzione ar­tistica con i vari big ospiti. U­na scorrettezza che ha fatto inferocire molti «padrini». A mettere in subbuglio il mondo della musica c’è an­che la sproporzione con i rim­borsi offerti ad altri cantanti big per fare da ospiti alla pun­tata di venerdì, quella riser­vata alle 'collaborazioni': do­vranno accontentarsi di non più di 5 mila euro. A proposi­to di rimborsi. Per gli artisti in gara i contributi sono diversi: 16 mila euro più 3 per i giova­ni, 45 mila per i big. Niente di scandaloso se si conta che o­gni artista è accompagnato da un assistente, da un manager, da uno o due discografici, da un direttore d’orchestra, da un tecnico del suono. E che le signore spesso hanno pure u­no stylist e un parrucchiere­truccatore. A tutti vanno pa­gati alberghi, pasti, taxi, aerei per il periodo di permanen­za, dieci giorni, più i costi di trasferimento e di soggiorno per le due prove con orche­stra a Roma e per le due a San­remo che precedono di qual­che settimana il Festival. Te­nuto conto che durante la manifestazione a Sanremo i prezzi degli hotel a notte van­no dai 200 euro di un tre stel­le ai 605 del Royal, unico 5 stelle lusso, e che un pasto si aggira sui 60-80 euro a testa, è facile capire che non è faci­le pareggiare i conti. Dalle varie manovre di que­ste ore sta emergendo un da­to molto chiaro: cioè che og­gi, nel mondo della tv, più che le aziende contano le «fami­glie televisive». A quella di Pre­sta- Bonolis appartengono (oltre a Benigni) il giornalista Cesare Lanza (autore Media­set per La talpa o Questa Do­menica condotte da Paola Pe­rego, cliente e compagna del­lo stesso Presta) arruolato co­me autore di Sanremo assie­me a Ivano Balduini, Sergio Rubino, Marco Salvati, e a quella Barbara Cappi impe­gnata pure nella casa di pro­duzione Fascino della coppia Costanzo-De Filippi. Que­st’ultima, 'casualmente', in­vitata come ospite alla finale. Ricordate? Pur di vincere Bo­nolis è disposto a ogni cosa. Tanto non paga lui. Paolo Bonolis, presentatore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo