Agorà

Filosofia. Possenti: «Ecco perché nasce "Persona al centro"»

Edoardo Castagna giovedì 20 maggio 2021

Online naturalmente, come ormai è d’obbligo. Ma la persona è comunque “al centro”, anche attraverso i mezzi digitali, della presentazione della nuova “Associazione per la filosofia della persona” che si terrà domani, 21 maggio, alle 11.00 via Zoom (info: https://personalcentro. eu/). “Persona al centro” si presenta come «movimento filosofico per un rinnovamento culturale e sociale »; fondato lo scorso anno, ora lancia le proprie attività, tra le quali il convegno “Il ritorno della persona” che si svolgerà lunedì prossimo presso il Centro Studi sul pensiero contemporaneo di Cuneo. Il presidente, Vittorio Possenti, spiega che «il fine è mettere al centro la persona umana quale “utopia concreta” che operi come ispiratrice di una nuova cultura più rispettosa dell’umano».

Vittorio Possenti - archivio

Quali sono i vostri obiettivi?

L’associazione si propone di formulare idee e proposte per contribuire alla soluzione dei nodi storici più pressanti nello scenario globale. Il disfacimento dell’etica, la potenza pervasiva della tecnica, il primato dell’homo oeconomicus, lo squilibrio eco- sistemico, le difficoltà della democrazia comportano la dissoluzione della persona nella logica dell’impersonale e della prestazione funzionale. Intendiamo individuare nella persona la prospettiva di massima sintesi per leggere, valutare e trasformare il reale. Un compito che coinvolge ogni settore della vita, dei saperi e della prassi (scienze umane e per vari aspetti il quadro delle cosiddette scienze dure, politica, educazione, economia, diritto, ambito della cura, ecologia). Tutto ciò esige che la nozione di persona permanga nella sua integrità e sia difesa dai molti riduzionismi che la insidiano.

Attraverso quali iniziative?

L’associazione si è costituita nel 2020 ed ha già tenuto due assemblee. È stata aperta presso Mimesis la collana di “Filosofia della persona” e proprio oggi va in libreria il volume Persone Parole Incontri. Itinerari per una filosofia della persona, a cura di Calogero Caltagirone, dove sessanta studiosi italiani presentano l’idea di persona che hanno concepito nel corso delle loro ricerche, incontri e progetti. Tra gli intenti c’è quello di indicare i tragitti mediante cui essi hanno preso contatto con il “problema persona” e come ne intendono il potenziale di futuro, abbozzando una lettura della situazione attuale e offrendo un quadro significativo di una quota consistente del personalismo italiano attuale. Intanto si stanno costituendo gruppi di lavoro su vari temi, tra cui l’educazione, la salute della persona tra cura e tecnologie, la politica in rapporto ai diritti e ai doveri, l’economia e l’ecologia integrale, l’intelligenza artificiale, la persona vista nella pluralità dell’esperienza religiosa. Si tratta di elaborare un’analisi degli ambiti più delicati dell’epoca presente, avanzando idee e proposte per contribuire alla soluzione dei problemi in essere.

In quale contesto culturale nasce l’associazione?

Nel corso degli ultimi decenni, quando il riferimento alla persona è di- ventato universale nella cultura filosofica, teologica, nelle scienze umane e sociali, nel discorso pubblico, ci è sembrato che la sua poderosa diffusione fosse un elemento di cui rallegrarsi, senza però perdere la capacità di un necessario discernimento. In effetti il diffondersi molto rapido del termine “persona” e del lessico personalistico è andato di pari passo con un’imbarazzante vaghezza del loro contenuto, per cui il discorso sulla persona include prospettive assai variegate. Non è poi mancato l’intento esplicito di decostruire la nozione di persona, intendendola quasi solo come una costruzione giuridica, oppure più radicalmente di dissolverla, riportandola ad una maschera dell’impersonale o appiattendola in un naturalismo senz’anima. In questi ambiti si manifesta spesso l’intento di ridefinire i confini dell’umano. Mantenendo integra l’idea di persona si può proporre un rinnovato umanesimo che metta da parte la “cultura dell’in- differenza e dello scarto” e sia capace di illuminare e correggere le sfide emergenti dalla gestione tecnica della vita personale (antropotecnica) e sociale (sociotecnica). Si pensi alle questioni poste dal postumano e dal transumano, dove occorre superare sia le formule antropocentriche esasperate e tendenti all’oltreuomo, sia i tentativi di pensare in continuità persona, animale e macchina.

In quale rapporto vi ponete con la tradizione italiana della filosofia della persona?

L’intento di ricollocare al centro la persona cerca di prolungare e rinverdire la feconda tradizione del personalismo italiano, nelle nuove condizioni dell’esistenza contemporanea. Si cercherà di valorizzare le varie filosofie della persona, sviluppate nella cultura italiana, e le relative figure di filosofi e intellettuali che nella contemporaneità hanno offerto originali contributi. L’elenco dei personalisti italiani del ’900 è ampio e diffuso nell’area della cultura cattolica, e con presenze significative anche in ambito laico: dopo l’intensa lezione di Rosmini alla metà dell’800, nel secolo scorso a partire dagli anni ’30 fu ampio il dibattito tra varie forme di personalismo (spiritualistico, esistenzialistico, ontologico, razionalista-critico). Negli ultimi decenni le problematiche si sono moltiplicate, richiedendo nuovi approcci.

A chi pensate di rivolgervi?

A coloro che ritengono che la persona vada “presa sul serio”. Dunque a filosofi, docenti e studiosi che nelle loro attività incrociano nei modi più vari l’esser-persona. Un itinerario mai concluso, poiché la persona è realtà ed enigma che ci interpella nel sempre rinascente moto verso un suo compimento. Nel secolo passato il suo tema è stato al centro di grandiosi e tragici eventi (si pensi ai totalitarismi), in cui la posta in gioco eravamo noi stessi. Gli esseri umani agiscono in base alle loro persuasioni, giuste o sbagliate che siano. Occorre dunque cambiare le idee per cambiare le azioni e raggiungere gli obiettivi. Le sfide globali non fanno che aumentare e tutte mettono in questione la nostra vita: l’urgenza di un’ecologia integrale, l’ambivalenza della manipolazione biotecnologica, le possibilità e i rischi offerti dalla robotica non sono che alcune esemplificazioni.