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il Rapporto su Digital News. Reuters, una radiografia dell'informazione digitale

Gigio Rancilio martedì 16 giugno 2015
Si intitola Digital News Report ed è un rapporto di 112 pagine che contiene lo studio annuale del Reuters Institute for the Study of Journalism sulle abitudini di consumo dell’informazione online/digitale in 12 nazioni, Italia compresa. Uno strumento molto importante per avere un’idea dello stato dell’informazione digitale e online. Qui lo trovate completo. COME SCEGLIAMO LE NOTIZIE Su questo punto la ricerca è molto ampia. Diciamo che due sono i filoni principali: i Paesi dove gli utenti sono affezionati ai siti d’informazione e vi arrivano direttamente e quelli dove i navigatori non sono tanto interessati alla testata che offre loro una notizia, ma arrivano a leggere un articolo dopo avere cercato un certo tema sui motori di ricerca. L’Italia appartiene a questo secondo gruppo, con Brasile, Giappone, Francia, Spagna e Germania. In particolare l’Italia è il Paese tra i 12 analizzati con la percentuale più alta (il 66%) di utenti che cercano le notizie sui motori di ricerca. In Italia solo il 20% dei lettori digitali va direttamente su un sito d’informazione, il 33% approda su una notizia attraverso i social newtork e il 17% perché sollecitato da una newsletter. CRESCONO GLI SMARTPHONE La lettura di notizie e/o giornali almeno una volta alla settimana attraverso uno smartphone è cresciuta nei 12 Paesi analizzati mediamente del 46% Il 25% dei lettori di notizie online e digitali lo fa esclusivamente con uno smartphone. Una percentuale che sale al 41% per i minori di 35 anni. I tablet sono usati per leggere notizie dal 25% degli utenti maggiori di 45 anni. Il 70 degli utenti ha scaricato un’app per leggere giornali o notizie ma solo il 33% la usa almeno una volta la settimana. La richiesta settimanale di video con notizie è cresciuta del 21% ma il 47% degli utenti preferisce ancora gli articoli. IN 6 PAESI IL WEB HA SUPERATO LA TV In Finlandia, Australia, America, Brasile, Danimarca e Irlanda il consumo di notizie online ha superato quello di radio e televisione.In Italia vince come primario mezzo di informazione la televisione (con la radio): utilizzata dal 49% della popolazione contro il 34% dei fruitori del web. I giornali sono all’8% e i social al 10%. LA PUBBLICITA' PIACE SEMPRE MENO Il 47% degli utenti americani di notizie e il 39% di quelli inglesi ferma la pubblicità invasiva usando ad-blocker. Il 29% di chi cerca articoli da leggere rinuncia a farlo se si imbatte prima in spot pubblicitari o pubblicità invasive. Solo il 6% degli americani è disposto a pagare per leggere notizie. Una percentuale che sale al 14% per i filandesi. Per gli intervistati la spesa media è però molto bassa: tra i 5 euro e i 10 dollari all’anno. E L’ITALIA? Secondo questo studio, l’Italia è la penultima nazione - tra le dodici analizzate - per la penetrazione di internet. Siamo fermi al 59%, ben lontani dal 97% di Finlandia e Norvegia, 94% dell’Australia, dal 90% dell’Inghilterra, dall’87 degli Stati Uniti ma anche dall’89% della Germania, dall’086% del Giappone, dall’83% della Francia e dal 75% della Spagna. Peggio di noi c’è solo in Brasile “urbano” che si ferma al 54%. Con Spagna e America, l’Italia è il paese con la minore percentuale di fiducia nell’informazione. Siamo al 35% contro il 60% della Germania, il 62% del Brasile e il 68% della Finlandia. Siamo però al terzo posto tra le 12 Nazioni come percentuale di utenti che rilanciano sui social e via mail le notizie che ritengono più importanti. A socializzare l'informazione è ben il 39% degli utenti. SOCIAL E NOTIZIE Il 41% degli utenti di Facebook lo usa anche per informarsi. Una percentuale che scende al 18% per YouTube, all’11% per Twitter , al 9% per WhatsApp, al 7% per Google+ e al 3% per Linkedin.