Agorà

Rai. Prix Italia, al via la tv della ripartenza

Angela Calvini martedì 22 settembre 2020

Il sindaco di Roma Virgina Raggi, il Segretario generale del Prix Italia Annalisa Bruchi e il Presidente della Rai Marcello Foa oggi a Roma

«Dobbiamo ripartire con consapevolezza, ottimismo e rinnovata creatività». Così il Presidente della Rai Marcello Foa ha presentato ieri il 72mo Prix Italia, voluto fortemente nonostante la pandemia, dal titolo Public Service and the Virtual Newsroom.Back to the future?. Aveva rischiato anche di saltare il concorso internazionale promosso dalla Rai che riunisce i servizi pubblici di tutta Europa sin dal 1948 per premiare i programmi di qualità della tv, radio e web.

«Questa è una nuova ripartenza» ha aggiunto Foa, orgoglioso di avere portato a casa la manifestazione che si è aperta ieri al Maxxi di Roma alla presenza del sindaco Virginia Raggi, seguendo rigorose misure di sicurezza (con un ricordo di Sergio Zavoli applaudito in un videomessaggio anche dal Presidente dell’Unione Europea David Sassoli), e che si concluderà il 26 settembre. La cerimonia di inaugurazione si svolgerà dopodomani alla presenza del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

In gara per i dodici premi nelle sezioni Radio, Tv e Web ben 250 programmi provenienti da 65 broadcaster in rappresentanza di 38 Paesi dei cinque continenti. Nonostante il momento delicato si registra l'ingresso di dieci nuove emittenti provenienti da Colombia, Danimarca, Francia, Monaco, Regno Unito, Thailandia, Uruguay e Venezuela. Il momento clou si vivrà nel pomeriggio del 25 settembre con la cerimonia di premiazione.

«La Rai ha dato un esempio a tutta l’Europa, essendo stata l’Italia la prima ad entrare in lockdown – ha aggiunto Foa –, ed altri Paesi hanno seguito le nostre indicazioni. Il titolo "Ritorno al futuro" segnala una ripartenza durante la pandemia che ha cambiato il nostro modo di vivere e lavorare. Occorre guardare indietro e avanti: ovvero, durante il lockdown si è riscoperta l'utilità e la forza del servizio pubblico che il pubblico ha sentito dare la garanzia di una informazione corretta; inoltre è cambiato il nostro modo di elaborare le notizie attraverso le "newsroom" virtuali, il collaborare a distanza, ma abbiamo compreso l’utilità delle nuove tecnologie».

Graham Ellis, Presidente del Prix Italia, ha testimoniato le grandi difficoltà della sua Gran Bretagna: «Occorre avere pazienza e creatività. Nel mio Paese milioni di persone stanno a casa impaurite e si poggiano solo sul servizio pubblico. Dobbiamo aspettare una cura e un vaccino, e inventare nuove modalità per lavorare».

Annalisa Bruchi, nuova Segretario generale del Prix Italia, ringrazia l’azienda tutta che ha collaborato al Prix e le 6 università di Roma e del Lazio che collaborano attraverso la partecipazione di 200 studenti. Nelle diverse categorie delle sezioni Radio, TV e Web, due le produzioni Rai in gara. Si tratta di Labanof, corpi senza nome dal fondo del Mediterraneo (Radio3) e La mia jungla (Rai Fiction), incentrati su argomenti quanto mai attuali: il primo sulla emergenza migranti e il secondo sulla vita ai tempi del lockdown. Per l’Italia in concorso anche il documentario Benvenuti a casa mia di Tv2000. Sono pervenute da tutto il mondo numerose testimonianze sulla pandemia, aggiunge Annalisa Bruchi: «Per la prima volta si dibatterà a livello internazionale della Tv tornata centrale, nell'era Covid-19, nella vita di tutti. Sarà interessante capire come gli altri Paesi abbiano vissuto l'emergenza e che tipo di lavori abbiano prodotto».

Conclude Ferruccio Resta, presidente Crui, la conferenza dei rettori che ha appena firmato un accordo con la Rai di collaborazione con le Università: «Le istituzioni si devono prendere la responsabilità di traghettare il Paese, attraverso i valori della competenza e della qualità. I giovani sono il vero valore, sono quelli che faranno il Paese del domani. Hanno energie per superare le difficoltà. Io sono fiducioso».