Agorà

INCONTRO CON L'ATTORE. Preziosi: sant'Agostino mi ha cambiato la vita

Angela Salvini giovedì 30 giugno 2011
«Sant’Agostino, specie in quest’ultimo periodo per me così difficile dal punto di vista personale, mi è sempre di sostegno». Alessandro Preziosi ha un tono riflessivo e serio, davanti a un latte macchiato, mentre guarda con tenerezza sua figlia Elena, 5 anni, che proprio di fare colazione non ne ha voglia. Preziosi è sul set romano de Il volto di un’altra di Pappi Corsicato, film in cui interpreta un chirurgo plastico in una storia che irride le manie della società dell’apparire. Ma oggi l’attore stacca appositamente per salire in vetta al Sacro Monte di Varese per inaugurare, questa sera alle 21, il Festival Tra sacro e Sacromonte 2011 promosso e ideato dalla Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte. Preziosi leggerà alcuni passi delle Confessioni di sant’Agostino, scelte da Tommaso Mattei.Alessandro, sant’Agostino ritorna più volte nella sua vita, compresa una fiction di grande successo l’anno scorso. È un caso?All’inizio pensavo che lo fosse. Nel 2008 lessi le Confessioni con Gérard Depardieu alla Cattolica di Milano, senza comprenderlo a fondo. Poi, sul set della fiction ho avuto modo di farmi regalare da Agostino emozioni autentiche. Agostino rappresenta tutta l’umanità. Per questo ho deciso di produrre questo "reading" con Kohra.teatro. L’insistente attualità delle Confessioni è lampante sotto il profilo spirituale, sociale, politico, dialettico.E sotto quello personale?Per me queste letture sono un’occasione sempre importante. Sono  convinto che Agostino fosse consapevole degli errori che stava commettendo, delle sue contraddizionni, delle insoddisfazioni e delle sue instabilità. In questo lo sento simile a me e nei momenti complicati mi dà forza, mi riporta il sorriso. È ricca di consolazione la sua apertura sulle fragilità, sulle debolezze, sulle rimostranze, soprattutto a livello familiare, nel rapporto genitori e figli. Cosa mi insegna? Che la responsabilità passa attraverso la misericordia di Dio.E a parte sant’Agostino, qual è il suo rapporto con la fede?Io credo in Dio, in chiesa vado quando posso e quando sento bisogno di un momento di calma. È un rapporto complesso, ma sincero.Per fortuna lei ha avuto modo di dimostrare quello che ha dentro anche davanti al Papa.L’ho incontrato alla festa  per il Papa all’Agorà dei giovani nel 2007 a Loreto: un incontro emozionante, soprattutto come fedele. Poi, lo spettacolo davanti ai 200mila ragazzi è stato il momento più pieno della mia vita, credo che non si possa mai più ripetere a meno che non diventi una rockstar. Il loro entusiasmo genuino mi ha commosso.Cosa porta di tutto questo nei suoi personaggi?Cerco sempre di sottolineare la loro umanità. Anche nelle commedie leggere come Maschi contro femmine di Brizzi, metto sempre in gioco me stesso. La grande umanità passa attraverso la fragile umiltà. Lo so, io posso sembrare "spocchiosetto", ma in realtà sono sempre incerto. E da gennaio porterò in scena il personaggio teatrale più umano di tutti, Cyrano de Bergerac.