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Pedofilia. La vittima di Roman Polanski chiede di chiudere il caso

Redazione Agorà venerdì 9 giugno 2017

Il regista Roman Polanski all'ultimo Festival di Cannes (Ansa)

Aveva 13 anni nel 1977 quando Roman Polanski l'aveva stuprata. Oggi Samantha Geimer ha 54 anni, vive alle Hawaii e ha più volte affermato di aver perdonato il regista. Ma per la prima volta si è presentata oggi davanti al corte di giustizia di Los Angeles per chiedere l'archiviazione di un caso che ha avuto lunghissimi strascichi e polemiche. «La giustizia non è solo castigo. È anche equità e considerazione», ha detto la donna, giunta in California con il marito. Geimer ha suggerito al giudice della Los Angeles Superior Court Scott Gordon che il regista riceva in contumacia una pena pari a quella già scontata: «Senza sminuire la responsabilità del signor Polanski, la imploro di decidere in questo senso per chiudere la questione come atto di pietà per me e per la mia famiglia>.

«È stanca. Sono anni che chiede di chiudere il caso. Vuole voltare pagina» ha detto giovedì Harland Braun, l'avvocato del regista.
In aula con lei anche Debra Tate, la sorella dell'attrice Sharon Tate, sposata con Polanski quando nel 1969 venne massacrata, a 26 anni e incinta, nella villa di Bel Air da seguaci della setta di Charles Manson. «Debra è qui in sostegno di Roman. Spera che il caso possaessere finalmente risolto», ha detto ancora Braun.

La vicenda Polanski dura da 40 anni. Dopo aver confessato e passato 42 giorni in prigione sotto esame psichiatrico per l'aggressione della ragazzina (alla quale aveva somministrato champagne e sonniferi) nella villa di Jack Nicholson a Hollywood, il regista era fuggito in Francia alla vigilia della sentenza: temeva che l'accordo con la magistratura sarebbe stato respinto dal giudice. Braun ha detto che la Geimer è convinta che Polanski abbia pagato abbastanza.

Su Polanski pende un mandato di cattura degli Stati Uniti - fatto che gli impedisce di mettere piede su territorio americano. Il regista era stato arrestato su mandato Usa in Svizzera nel 2009 e aveva passato 10 mesi in prigione e agli arresti domiciliari. Alla fine però la magistratura elvetica aveva rifiutato l'estradizione.

(ultima modifica sabato 10 giugno ore 10.45)