Agorà

Sport. Platini e il mercato folle «Così il calcio è immorale»

Angelo Marchi venerdì 3 luglio 2009
Basta acquisti plurimilionari, basta al calcio buono solo per i Paperoni e destinato al crac finanziario: sull’onda della campa­gna acquisti galattica del Real Ma­drid di Florentino Perez, l’Uefa di Michel Platini accelera il suo pro­getto di «fair play finanziario». E l’i­dea di un salary cap e di un tetto a­gli acquisti per i club che vogliono partecipare alle coppe europee di­venta assai più concreta: forse la de­cisione definitiva sarà presa già a set­tembre, per entrare in vigore entro due o tre anni. È infatti quello il ter­mine entro il quale l’Uefa farà scat­tare il suo sistema di controllo fi­nanziario sui club. L’acquisto di Benzema (35 milioni di euro) dopo quelli di Cristiano Ro­naldo (94 milioni) e di Kakà (68) da parte del Real hanno indispetito il presidente dell’Uefa: «Sono in im­barazzo - ammette Platini - e perso­nalmente mi sembrano cifre immo­rali, anche se il Real ha le coperture delle banche. Ma ricordo anche il passaggio di Maradona dal Barcel­lona al Napoli nel 1984: costò l’equi- valente di 6,5 milioni di euro e già al­lora lo trovavo indecente. Penso che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto ciò, ma mi piace ancora meno il fat­to che i calciatori firmino dei con­tratti che poi vengono stracciati per offerte migliori...». Da qui l’accelerazione al progetto di «moralizzazione» varato dall’Uefa. «Prenderemo decisioni che saranno applicate entro due o tre anni, il tem­po necessario ai club per adeguar­si », ha spiegato ancora Platini, ricor­dando come «una belle fetta di debiti e perdite del calcio nascono dai gran­di club. Che sono tutti in rosso, ed è un rosso davvero pesante. Alcune na­zioni hanno già un organismo di controllo, ora lavoriamo per crearne uno europeo». Già individuati i principi guida: spe­se di mercato e monte ingaggi do­vranno essere proporzionati al fat­turato del club. «Il principio chiave per la trasparenza e l’equità è ri­compensare quei club che non vivo­no al di sopra dei loro mezzi econo­mici - spiega l’Uefa in un comunica­to - . Per questo le società devono ri­durre le loro spese, è necessario che gli ingaggi e i trasferimenti siano pro­porzionali agli introiti generali». Intanto l’Uefa ha reso operativo un altro progetto, quello che dà potere all’arbitro di fermare le partite in ca­so di manifestazioni di razzismo. Dovranno essere episodi non isola­ti, ma «continuati e pericolosi». Ar­bitro e delegato Uefa potranno con­sultarsi in caso di incidenti, e deci­dere una sospensione temporane­sa dai 5 ai 10 minuti, in accordo con le autorità politiche e chi sovrin­tende alla sicurezza dello stadio. «Se dopo una doppia lettura di un co­municato al pubblico e il ritorno delle squadre nello spogliatoio gli episodi non termineranno, l’arbitro potrà decidere lo stop definitivo del­la partita».