Agorà

Mondiali di nuoto. La sorpresa Gabriele Detti: oro negli 800 sl

Mario Nicoliello giovedì 27 luglio 2017

Due bandiere tricolori si gonfiano nella baldoria dell’Arena, mentre un battimano ritmato accompagna l’Inno di Mameli: Gabriele Detti oro, Gregorio Paltrinieri bronzo negli 800. Due ore più tardi il trionfo della Pellegrini arrivano le medaglie dei gemelli diversi: semplicemente fantastico per lo sport italiano, che a Budapest vive un pomeriggio memorabile. Fede e Gabri vincono in contemporanea come Tomba e Compagnoni dei tempi migliori. Se la “divina” abbatte il muro della Ledecky, Detti disintegra l’armata di Sun Yang. Ma mentre l’americana almeno si mette al collo l’argento, il cinese è lontano dal podio made-in Italy. A guardare il mondo dall’alto in basso è il livornese Gabriele Detti, già di bronzo domenica nei 400. Paltrinieri ci prova, conduce le danze fino ai 600, ma poi si arrende alla rimonta dalla settima corsia di Detti. Più ottocentista Gabri, più millecinquecentista Greg, per il quale la gara della vita sarà domenica. Gli ultimi 200 metri del livornese sono un’apoteosi, il tocco certifica il nuovo primato europeo, strappato proprio a Greg. Ora non si può riproporre la litania del passato. L’ingresso nel programma dei Giochi cambia infatti tutto. Fino all’anno passato gli 800 erano la distanza di mezzo tra gli olimpici 400 e 1.500. Una gara considerata inferiore rispetto alle altre. Da Tokyo si assegneranno le medaglie a cinque cerchi anche sulle 16 vasche, salite pertanto di grado. Detti è al primo titolo mondiale della carriera, per descrivere il quale non trova alcun termine: «Sono semplicemente senza parole». Aggiungendo «Sono più che felice» e sorridendo a 32 denti. «Gara intensa, dura, bellissima – chiosa Paltrinieri – . Gabriele è stato bravo e ha fatto un tempone. Io ho avuto qualche difficoltà alla fine, ma sono strafelice per entrambi ». Tra i due azzurri si inserisce a sorpresa il polacco Wojciech Wojdak. A premiare i medagliati è il presidente della Federnuoto e della Lega europea Paolo Barelli, che emula così il presidente del Coni Giovanni Malagò, protagonista nella premiazione della Pellegrini. Ride Detti con l’oro al collo, rivincita stupenda contro quell’infezione che due anni fa gli negò il Mondiale di Kazan. Tra Fede e Greg, Gabri era sempre un gradino sotto. Ora è sullo stesso livello. L’anno scorso aveva stupito agli Europei di Londra (oro nei 400, argento negli 800 e nei 1.500, bronzo nella 4x200) poi la consacrazione col bronzo di Rio nei 400. I cinque cerchi li aveva tatuati sul braccio destro, perché fino a ieri era quella la gara più bella della vita. Dopo gli 800 dorati nell’acqua magiara Gabriele non è più solo “il nipote del Moro” o “il gemello di Greg”. La mamma di Detti è Paola Morini, sorella di Stefano, il tecnico del progetto azzurro al centro di Ostia. È lì che agli ordini dello zio, Detti sgobba da sei anni in compagnia di Paltrinieri, di cui Gabriele è rivale in acqua ma amico nella vita. «A Greg invidio il ritmo micidiale. Lui parte forte, io procedo con calma, nuotando la seconda parte più veloce della prima». Stesso anno di nascita (1994), Paltrinieri e Detti hanno una differenza di età di sette giorni e da quando sono in nazionale condividono la camera nei ritiri: «Gregorio è stato il mio ispiratore, mi ha dato la spinta giusta per raccogliere un oro». Uomo di mare ma non amante del pesce, Detti è tifoso sfegatato dell’Inter. Occhio che il suo Mondiale non è finito.