Agorà

PENSARE CON I PIEDI. Conte contro tutti, a tutti piace Totti

Massimiliano Castellani lunedì 18 marzo 2013
Irriverente, dirompente, insistente, non piace alla gente (almeno non a quella juventina) e con le rime ci fermiamo qui. Stiamo parlando di Antonio Conte, protagonista di un’esultanza giudicata “scomposta e fuori luogo”, durante la gara vinta dalla sua Juve a Bologna. Ora forse il tecnico leccese avrà un po’ esagerato con le sue sbracciate alla Magnini per invitare il popolo bianconero a gioire con lui della vittoria numero 20 in campionato della capolista, ma se i mali del calcio fossero questi (caro e lealissimo Pioli), forse non saremmo in pericolo.E invece lo siamo spesso, e anche per colpa del pallone poco "pulito". La Juve dopo il successo al Dall’Ara era schizzata a più 12 punti dal Napoli che torna a meno 9 in questa domenica gelida di marzo. La squadra di Mazzarri ha faticato non poco per piegare l’Atalanta, ma ce l’ha fatta, e grazie al suo Matador. Salutiamo così la liberazione da “incubo del gol” di Edinson Cavani che stava andando verso i preoccupanti 1000 minuti di astinenza da rete. Il bomber uruguayano firma una doppietta d’autore e si porta a quota 20, sempre più in cima alla classifica dei cannonieri. Nel frattempo sul conto di Cavani sono sorte leggende metropolitane, con storie di gossip e teatrini amorosi patetici, quasi quanto la richiesta di matrimonio in diretta Sky di Leonardo alla sua fidanzata e giornalista Anna Billò. Transit...  Doppietta anche per SuperMario Balotelli che nelle sei gare disputate con la sua maglia del cuore, quella del Milan, è già a “forza 7” gol. Nel frattempo si è inceppato il suo compare rossonero e di Nazionale El Shaarawy, ma finchè la barca va Allegri la può lasciare andare. Però meglio non parlare di Barça, perché la remuntada del Camp Nou si è tristemente materializzata e il Milan è uscito dal gruppo delle 8 nobili della Champions (resta solo la Juve di Conte). A parole, a Milanello dicono di aver superato lo choc da Messi, ma se non arriva il terzo posto potrebbe rimanere la ferita aperta di stagione e modificare lo scenario tecnico della panchina rossonera, sempre e comunque sotto esame.La lotta per un posto-Champions sta diventando una grande ammucchiata che arriva fino al Catania degli argentini, devotissimi di Papa Francesco anche per affinità calcistiche (vedi la militanza di Gomez e compagni al San Lorenzo de Almagro). Napoli e Milan sono sicure di spartirsi secondo e terzo posto - non in quest’ordine certo -, ma occhio, sta avanzando prepotente la Fiorentina dell’aeroplanino Montella che plana a ridosso delle due anti-Juve. Vola basso invece la Lazio in campionato: nelle sei gare giocate dopo gli impegni di Coppa ne ha perse cinque. Punti pesanti lasciati per strada dalla banda Petkovic che può consolarsi con la storica qualificazione ai quarti di Europa League e per essere la prima finalista di coppa Italia. Match in cui potrebbe trovare l’Inter (una gara in meno, rinviata quella di Marassi con la Samp) di Stramaccioni che ha sfiorato la clamorosa remuntadacon il Tottenham in Europa League – nerazzurri eliminati nonostante il 4-1 di San Siro- o la Roma del supplente Andreazzoli che sta facendo meglio dell’ex cattedratico Zeman. I giallorossi si sbarazzano anche del Parma grazie a un super Totti che con il 226° centro in carriera scavalca Nordhal al 2° posto nella graduatoria dei marcatori di sempre e adesso punta convinto al primato assoluto di Silvio Piola (un laziale tra  l’altro), 274 reti.Un Totti così forse meritava la convocazione in azzurro del ct Cesare Prandelli, almeno per l’amichevole con il Brasile di giovedì sera, a Ginevra, che avrebbe potuto sancire l’addio ufficiale e meritato del capitano romanista alla Nazionale. Dopo il doppio impegno degli azzurri (la seconda sfida a Malta, il 26 marzo, qualificazione ai Mondiali di Rio 2014) e la relativa sosta, il campionato alla vigilia di Pasqua offrirà un elettrizzante derby d’Italia, Inter-Juve, ma anche un palpitante “spareggio-salvezza” : Genoa-Siena.