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Musica. Nasce a Livorno il Festival Mascagni, il compositore amico di Pio XII

Giacomo Gambassi giovedì 9 luglio 2020

Il compositore livornese Pietro Mascagni (1863-1945)

Non solo Cavalleria rusticana. Pietro Mascagni è un artista che nell’immaginario collettivo (e nei cartelloni dei teatri lirici) entra per un’unica opera: quella con cui a 27 anni vinse il Concorso della casa editrice Sonzogno mettendo in musica la novella di Verga e scrivendo una pagina cruciale del verismo musicale italiano. Eppure Mascagni, amico anche di papa Pio XII, è per certi versi un genio “dimenticato”. Accantonate molte delle sue 15 opere (fra cui Guglielmo Ratcliff, Iris, Lodoletta o Parisina, scaturita dal sodalizio artistico con D’Annunzio), l’operetta , le partiture sinfoniche, i numerosi lavori di musica sacra (fra cui la Messa di Gloria), le composizioni civili, le melodie “sperimentali” per il cinema (come la colonna sonora Rapsodia satanica, di cui andava particolarmente fiero). Sempre e (quasi) solo l’atto unico giovanile che ancora conquista il pubblico di tutto il mondo. Allora ben venga la sfida che lancia la sua città d’origine, Livorno, dove il maestro è nato nel 1863 e dove aveva iniziato la sua formazione musicale: quella di creare un Festival tutto dedicato a Mascagni. Con un duplice intento: da una parte, riscoprire le troppe partiture su cui è calato l’oblio, a cominciare dalle opere liriche («che puntiamo a mettere in scena nelle prossime edizioni della rassegna», annuncia il sindaco di Livorno, Luca Salvetti); dall’altra, avviare un lavoro di ricerca musicologica sul maestro toscano. «E, come accade in altri Festival monografici che sono un vanto per l’Italia, le esecuzioni saranno accompagnate da un percorso di studio che vedrà impegnato un comitato scientifico di prossima costituzione», spiega il direttore artistico Marco Voleri, celebre tenore livornese.

Il tenore Marco Voleri, direttore artistico del Festival Mascagni - Ufficio stampa del Festival Mascagni

Questa mattina la presentazione ufficiale del Festival internazionale Mascagni in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno. La kermesse – il cui debutto coincide con il 130° anniversario della prima rappresentazione di Cavalleria rusticana – si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città e avrà un’anteprima il 2 agosto. A promuovere l’iniziativa l’amministrazione comunale insieme con la Fondazione Teatro Città di Livorno “Goldoni”. «Scommettiamo sulla cultura – afferma il sindaco –. Sarà il Comune a finanziare il Festival. Perché, come ci ha testimoniato la recente mostra su Amedeo Modigliani, altro nostro illustre figlio, si tratta di investimenti che danno frutti».

La Terrazza Mascagni a Livorno, cornice del Festival Mascagni - Ufficio stampa del Festival Mascagni

L’edizione 2020 sarà una sorta di «numero zero», come la definisce Voleri. L’emergenza coronavirus «non ha fermato un progetto programmato da tempo», sostiene Salvetti. Ma comunque l’esordio sarà “ridimensionato” anche per rispettare le misure anti-contagio. Evento centrale sarà il Concerto di Gala che si terrà venerdì 11 settembre alle 21.15 nella Terrazza Mascagni. Si esibiranno il soprano Amarilli Nizza, il mezzosoprano Sonia Ganassi e il tenore Angelo Villari. Sul podio Beatrice Venezi, direttore d’orchestra tra i più promettenti della sua generazione (scelta da Forbes come uno dei 100 giovani under 30 leader del futuro) che guiderà l’Orchestra della Toscana. «Manca uno studio approfondito sui lavori di Mascagni – sottolinea Venezi –. Molte sono le sue pagine, anche sinfoniche, da far conoscere. E questo è uno degli impegni del Festival. Inoltre, dopo mesi in cui il Covid ci ha privato dell’arte dal vivo, autentico cibo dell’anima, è importante che una città scelga di ripartire dalla cultura».

Il direttore d'orchestra Beatrice Venezi - Marco Borrelli

Alla serata interverrà l’attore Luca Zingaretti che sarà la voce narrante dell’evento, raccontando i momenti ispirati ai personaggi delle opere di Mascagni e dei suoi contemporanei. «Sono particolarmente felice per la caratura artistica della rassegna e in particolare del Gala lirico – dichiara Voleri – che segna l’inizio di un percorso teso alla valorizzazione e alla diffusione della produzione mascagnana e alla restituzione del patrimonio artistico di un musicista che ha fatto, e continua a fare, la storia della musica nel mondo».

L'attore Luca Zingaretti - Ufficio stampa del Festival Mascagni

Il Festival “zero” si articolerà in cinque appuntamenti. Oltre al Gala dell’11 settembre, il primo evento in programma è per domenica 2 agosto alle 21.15 in occasione del 75° anniversario dalla morte di Mascagni: sarà un concerto lirico nella storica Fortezza Nuova con i soprani Maria Billeri e Francesca Maionchi, il tenore Samuele Simoncini, il mezzosoprano Rossana Rinaldi e il baritono Sergio Bologna. Al pianoforte Laura Pasqualetti. Interverranno gli attori Andrea Gambuzza e Ilaria Di Luca. In programma arie e brani tratti dalle opere del compositore livornese. Mercoledì 9 settembre alle 21.15, nella Terrazza Mascagni, sarà eseguita la Messa di Gloria in Fa maggiore, per soli, coro e orchestra di Mascagni. Si tratta del concerto di commemorazione delle vittime dell’alluvione che colpì Livorno nel 2017. Sul podio il direttore Mario Menicagli. Saranno presenti il tenore Samuele Simoncini e il basso Paolo Pecchioli.

L'Orchestra della Toscana - Marco Borrelli

Invece giovedì 10 settembre, sempre alle 21.15 alla Terrazza Mascagni, andrà in scena il monologo teatrale Mascagni con l’attore Michele Crestacci che sarà accompagnato alla fisarmonica da Massimo Signorini. La regia è di Alessandro Brucioni. Ed è una coproduzione di Mo-wan teatro con il Festival Mascagni. Infine sabato 19 settembre, alle 19, alla Terrazza Mascagni, è in programma il concerto della Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri diretta dal colonnello Massimo Martinelli: al centro sempre le musiche del talento toscano. «Questo numero zero – chiarisce Simone Lenzi, assessore comunale alla cultura – nasce nella certezza che Livorno debba fare ogni sforzo possibile per raccontare la sua più autentica ricchezza. Non siamo una città di grandi monumenti. E siamo consapevoli che non serva un turismo mordi-e-fuggi, come a Pisa. Al tempo stesso, intendiamo essere una città di provincia che è in grado di parlare al mondo. Come la neonata rassegna mascagnana vuole fare».