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Lutto. È morto il filosofo Giovanni Reale

mercoledì 15 ottobre 2014
È morto il filosofo Giovanni Reale, uno dei maggiori interpreti del pensiero antico, studioso di Platone di fama internazionale. Aveva 83 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta stamani nella sua casa di Luino (Varese), è stato dato dalla casa editrice La Scuola, con cui aveva pubblicato un noto manuale di filosofia per i licei scritto insieme a un altro celebre filosofo, Dario Antiseri. Lo stesso Antiseri ha confermato la notizia.Reale era professore emerito dell'Università Cattolica di Milano, dove è stato a lungo ordinario di storia della filosofia antica, e dove ha anche fondato il Centro di Ricerche di Metafisica, luogo in cui si sono formati la maggior parte dei suoi allievi. Dal 2005 era passato a insegnare alla nuova facoltà di Filosofia del San Raffaele di Milano presso la quale aveva avviato il Centro Internazionale di Ricerche su Platone e sulle radici platoniche del pensiero e della civiltà occidentale.È autore di fondamentali contributi sui filosofi presocratici, Socrate, Platone, Aristotele, Seneca, Plotino e di una monumentale "Storia della filosofia greca e romana" (Bompiani 2004) in dieci volumi. Le sue opere sono tradotte in 13 lingue. Ha coordinato la traduzione completa dell'opera platonica, ora edita da Bompiani. Sempre per Bompiani con Antiseri ha curato "Storia della filosofia dalle origini ad oggi" in 14 volumi.Oltre al campo specifico della filosofia antica e tardo-antica, Reale si è occupato a vario titolo anche della storia della filosofia generale: oltre alla stesura del manuale per i licei con Antiseri (dal titolo "Il pensiero occidentale dalle origini ad oggi" in tre volumi), ha diretto le collane filosofiche "Classici della Filosofia" e "Testi a fronte" della Bompiani. Reale ha tradotto in italiano e commentato molte opere di Platone, di Aristotele e di Plotino (la sua nuova edizione delle "Enneadi" è stata pubblicata nel 2002 nella collana "I Meridiani" della Arnoldo Mondadori Editore). Nel 2006 ha pubblicato per Bompiani il poderoso volume "I presocratici", da lui presentato come la "prima traduzione integrale" della versione tedesca del Diels-Krans.Tra i saggi pubblicati da Reale si ricordano: "Il concetto di filosofia prima e l'unità della Metafisica di Aristotele" (1961); "Storia della filosofia antica" in 5 volumi (1975, più volte riedita); "Per una nuova interpretazione di Platone" (1991); "Saggezza antica" (1996); "Eros demone mediatore" (1997); "Platone. Alla ricerca della sapienza segreta" (1997); "Corpo, anima e salute" (1998); "Socrate. Alla scoperta della sapienza umana" (1999); "Il pensiero antico" (2001).Nato a Candia Lomellina (Pavia) il 15 aprile 1931, Reale ha frequentato il liceo classico a Casale Monferrato per poi formarsi presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si è laureato con Francesco Olgiati. Successivamente ha perfezionato i suoi studi nelle Università di Marburgo e Monaco di Baviera. Dopo un periodo di insegnamento nei licei, ha vinto la cattedra presso l'Università di Parma, dove ha tenuto i corsi di filosofia morale e di storia della filosofia. Poi è passato all'Università Cattolica dove ha svolto il suo prestigioso magistero di storia della filosofia antica.Tra gli allievi di Reale vanno ricordati Roberto Radice, esperto del pensiero di Filone di Alessandria e dell'età ellenistica (in particolare dello stoicismo), che ha tradotto le più ampie opere di Platone (Repubblica, Leggi, Lettere) e ha pubblicato in versione informatica il lessico di Platone; Giuseppe Girgenti, conoscitore del pensiero di Porfirio; Maurizio Migliori, autore di importanti lavori platonici.Reale ritiene che la cifra spirituale che caratterizza il pensiero occidentale sia costituita dalla filosofia creata dai greci. Per quel che riguarda Platone, Reale, importando in Italia gli studi della scuola platonica di Tubinga, ha messo in crisi l'interpretazione romantica di Platone stesso e ha voluto rivalutare il senso e la portata delle cosiddette "dottrine non scritte", vale a dire gli insegnamenti che Platone ha tenuto solo oralmente all'interno dell'Accademia e che conosciamo dalle testimonianze dei discepoli. Secondo Reale, in questo senso, Platone risulterebbe essere il testimone e l'interprete più geniale di quel peculiare momento della civiltà greca che passava dalla cultura dell'oralità a quella della scrittura.