Agorà

Intervista. "Woman Gold", Helen MIRREN contro i nazisti

Alessandra De Luca sabato 22 agosto 2015
La Mirren non è nuova al lavoro su personaggi realmente esistiti, è stata anche Alma Reville, la moglie del “maestro del brivido” nel biopic Hitchcock diretto da Sacha Gervasi. «Quando ho interpretato Elisabetta II per The queen di Stephen Frears, nonostante abbia vinto un Oscar per questo ruolo, mi sono detta che non avrei interpretato mai più un personaggio vivente o ancora viva nella memoria collettiva. Perché non potrai mai essere davvero come la persona che interpreti, è una battaglia con la mediocrità persa in partenza, e la mediocrità è una cosa che gli attori non possono permettersi. Quando hai a che fare con personaggi che ormai appartengono alla storia come Elisabetta I o Charlotte è più facile. Ma la storia di Maria Altman è così bella e importante che non avrei potuto rinunciarci. Una storia di giustizia e restituzione, una vicenda umana che spero resti con il pubblico per sempre. Mi ha molto commosso essere a Vienna, vedere l’edificio dove Maria ha vissuto, le strade che ha calpestato, le stesse strade dove tante persone hanno sofferto». Neppure lei conosceva prima la storia della Altman. «Mi ha insegnato il potere della perseveranza, l’importanza di lottare in un momento in cui tutto sembra perduto, di andare avanti con coraggio. Recitare è l’arte alla quale ho dedicato la mia vita e così come la scrittura o la pittura, è un modo per riflettere sulla condizione umana, cercare delle risposte e trovare il senso della nostra vita».  Eppure i personaggi storici non smettono di affascinare l’attrice. La rivedremo presto nei panni della famigerata giornalista di gossip Hedda Hopper in Trumbo, il film che Jay Roach ha dedicato allo sceneggiatore hollywoodiano Dalton Trumbo, inserito nella lista nera maccartista nel 1940. Ma la ritroveremo con la divisa militare in Eye in the sky di Gavin Hood che racconta di un’operazione segreta organizzata per catturare un gruppo di terroristi a Nairobi.  Sposata con il regista Taylor Hackford, conosciuto sul set de Il sole a mezzanotte, orgogliosa delle rughe perfettamente disegnate sul suo volto («la fascinazione della mia età e della mia bellezza è noiosa, ma la accetto come parte integrante dell’essere attrice»), la Mirren alterna il cinema alla tv e al teatro, ed è proprio al palcoscenico che l’attrice non smette mai di dichiarare pubblicamente il proprio amore. «Dopo una così lunga carriera la paura ancora mi prende alla gola, anche se con il passare degli anni ho imparato a tenere un po’ a bada l’ansia. Ma non c’è luogo più magico e potente di un teatro, soprattutto quando è vuoto. Adoro camminare sul palco prima dello spettacolo e guardare le poltrone che di lì a poco accoglieranno il mio pubblico».