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Musica. Manuel Agnelli, nuovo video contro la guerra girato in campo rom

Angela Calvini martedì 29 agosto 2023
“Nelle mani le tue mani / le tue mani nelle mie” canta Manuel Agnelli mentre uno scatenato gruppo di ragazzini rom agita le mani ridendo e ballando fra le case di lamiera. E’ ambientato in un campo rom alla periferia di Roma il video del brano Severodonetsk”, una delle dieci canzoni che compongono il primo album solista di Manuel Agnelli Ama il prossimo tuo come te stesso.

Severodonetsk, canzone recentemente insignita del Premio Amnesty International Italia 2023, all’interno del Festival dei Diritti Umani di Rovigo, si caratterizza per la sua visione allo stesso tempo introspettiva e globale dove l’essere umano viene rimesso al centro, vero protagonista al di sopra della geopolitica e delle ragioni di stato.

Così come Manuel Agnelli la introduce: “Quando sento parlare della guerra in Ucraina sento parlare solo di geopolitica, delle ragioni dell’uno o dell’altro, di strategia militare, di statistiche, orribili, sul numero quotidiano delle vittime e dei danni materiali. Numeri appunto. Non sento mai parlare della violenza e della sofferenza alla quale le persone che vivono lì sono sottoposte. Di quello che stanno provando. Di come vengono strappate, loro malgrado, dalle loro vite. Del fatto che la loro vita, se sopravvivono a quest’incubo, sarà per sempre devastata. Ho scritto questa canzone cercando di descrivere una persona che sta vivendo una cosa più grande di lei, nei confronti della quale non può fare niente e Il senso di impotenza, di disperazione che ne deriva. Provo a raccontare il tentativo di metterci in stand-by, di congelare il nostro cuore, la nostra testa sperando che, passato questo incubo che ci ha trasformato tutti, in maniera diversa, in mostri, potremo ridiventare le persone che eravamo prima”.

A curare la regia del videoclip, il regista e disegnatore Gipi che spiega le ragioni della scekta dell’ambientazione in un campo rom: “Ho scelto di girare il video di Severodonetsk con dei ragazzi di un campo rom alla periferia di Roma. Mi è venuto naturale. Il brano parla di guerra e loro sono quasi tutti figli o nipoti di persone fuggite dalla Bosnia, durante la guerra dei Balcani. Questi ragazzi, con la loro condizione, sono il risultato ultimo, a lungo termine, di un conflitto armato.” Una scelta che ha coinvolto profondamente Agnelli: “Gli zingari sono considerati il gradino più basso della società. Girare questo video per tre giorni in mezzo a loro è stata una esperienza fortissima, le persone occorre avvicinarle nel modo giusto.