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Il docufilm. «Lo vuole il Papa». Il docu-film sugli ebrei accolti nei conventi

mercoledì 1 aprile 2015
«In tale frangente ebrei – fascisti – soldati – carabinieri e borghesi, cercavano rifugio negli istituti religiosi; che con grave pericolo, aprono le porte per salvare vite umane. E’ questo il desiderio espresso, ma senza obbligo dal Santo Padre Pio XII».  Nel registro della cronaca del Monastero di Santa Maria dei sette dolori – a Trastevere – l’indicazione che è il Papa a chiedere l’apertura delle porte ai perseguitati è riportata in modo esplicito. Lo scrivono – anno 1944 - le religiose dell’epoca. E’ uno dei documenti contenuti in “Lo vuole il Papa”, docu-film di Antonello Carvigiani (regia di Andrea Tramontano, post produzione di Giuseppe Pasqual) in onda su Tv2000 mercoledì 1 aprile, alle 21.10. 
Per la prima volta la cronaca del monastero Di Santa Maria dei sette dolori viene filmata e raccontata. Così come per la prima volta vengono mostrate ad una telecamera le note storiche del Monastero di Santa Susanna e dell’Istituto di Maria Bambina. A questi tre documenti, si aggiunge, poi, la cronaca – più conosciuta – del Monastero dei Santi Quattro Coronati. Le memorie conservate nelle quattro case religiose romane vengono raccontate in un unico percorso storico e narrativo di 36 minuti. Dalla lettura di queste memorie, si ricompone un quadro delle vicende che appare chiaro. Chi vuole l’apertura delle case religiose – anche delle clausure – è Pio XII. E’ il suo desiderio, “Lo vuole il Papa” appunto. Nel docu-film, sono contenute anche le testimonianze di alcune religiose che hanno raccolto le memorie orali delle loro consorelle che vissero quei terribili avvenimenti. Particolarmente significative le parole di Suor Roberta Cappiotti, priora del monastero cistercense di Santa Susanna. Originaria di Verona, si trova nel monastero romano dal 7 dicembre del 1950. Suor Roberta, nel docu-film racconta: «Quando sono entrata qui nel monastero di Santa Susanna le madri di allora, madre Aleyde De Conti, abbadessa, madre Beatrice Paoletti, priora, madre Zarus Elisabetta, maestra delle novizie, ci raccontavano – e ho sentito io con le mie orecchie – che durante la guerra Pio XII aveva dato ordine a tutti i superiori di aprire le porte della sacra clausura per salvare, far entrare più persone possibili, tra le quali, soprattutto, gli ebrei». Importanti anche le testimonianze di due persone – all’epoca erano dei ragazzi - salvate in questi monasteri, che raccontano cosa hanno sentito e che idea si sono fatta sulla decisione di accoglierli.