Agorà

La storia. Se Pieraccioni diventa "sponsor" di un cinema parrocchiale...

Lorenzo Rosoli giovedì 13 febbraio 2014
Se una notte d’inverno un viaggiatore va alla scoperta del cinema Aurora di Pavone del Mella, paesino della Bassa Bresciana. Riaccendendo così i riflettori sulle sale della comunità, i nipoti dei cari, vecchi cinema parrocchiali. Porti pazienza il grande Calvino se abusiamo d’un suo celebre titolo per raccontare questa storia. Dove il viaggiatore è in realtà un internauta, l’attore e regista fiorentino Leonardo Pieraccioni, che una notte di fine gennaio s’è messo a «navigare» in rete, approdando a destinazione (a lui) ignota. Un viaggio virtuale. Che potrebbe farsi incontro reale. Ma lasciamo parlare i protagonisti.«Stasera mi sono addormentato davanti a Tronchetti Provera che chiacchierava in tv – ha "postato" Pieraccioni il 27 gennaio nella sua pagina ufficiale su Facebook –. Erano le 22 e ora – le due e 14 – mi son svegliato e non c’ho più sonno. Accendo il computer, leggo un po’ di notizie, vado a vedere gl’incassi dei cinima. Guardo i primi dieci... poi quasi spengo tutto che inizio a scorrere in giù col ditino... Un fantastico via vai (l’ultimo film di Pieraccioni, ndr) a Pavone del Mella, Sala Aurora, 16 presenze, 64 euro d’incasso. Pavone del Mella. Vado su google a vedere dov’è, mentre penso a quanto è davvero incredibile e meraviglioso il mio lavoro: t’inventi una storia e poi quella cammina da sola, va dove vuole, te magari sei a letto che dormi e 16 persone sono lì che guardano a testa un po’ insù quello che ti sei inventato. E allora ringrazio di cuore quei 16 di stasera, spero che il film vi sia piaciuto, e ringrazio anche quel milione e 351mila persone che prima di voi sono andate a vederlo. Ora spengo tutto davvero... prima però mi appunto un’ideuzza che mi è venuta in testa... c’è uno di 50 anni, fa il maestro elementare, improvvisamente riceve una lettera, deve andare subito a fare una supplenza a Pavone del Mella, lì lo attendono 16 persone che gli cambieranno la vita... sono il sindaco, il farmacista, un edicolante daltonico, una cassiera di un bar che di giovedì scrive poesie, e poi...».E poi: il post di Pieraccioni ha "innescato" i commenti della rete. «E grande sorpresa e gioia fra noi volontari dell’Aurora e la gente di Pavone – testimonia Stefano Soldi, il responsabile della sala –. Proiettiamo sempre i film di Pieraccioni, al nostro pubblico piacciono. Speriamo venga a conoscerci: lo accoglieremo a braccia aperte».Il regista intanto ha "minacciato" di mandare in avanscoperta il fido Ceccherini. «Qui troverà una trentina di persone entusiaste, dai 16 ai 65 anni, che fanno tutto come volontari – programmazione, amministrazione, macchinisti, cassieri, sito internet – e aderiscono ai percorsi di formazione dell’Acec, l’Associazione cattolica esercenti cinema. La sala conta 169 posti ed è digitalizzata dal 2012. Così ha voluto il nostro parroco, don Lorenzo Boldrini: come noi, vede nella sala un luogo di aggregazione e impegno, una risorsa pastorale e culturale al servizio della parrocchia e dell’intera popolazione. Qui si fa cinema, ovviamente: guardando a bambini e famiglie, anzitutto, ma senza trascurare il cinema d’essai. Con la digitalizzazione e l’inserimento nella rete di "Microcinema", possiamo trasmettere eventi in diretta, dalla lirica allo sport. Ospitiamo cineforum, proiezioni per le scuole, le attività delle corali e dei gruppi teatrali – a partire da quello parrocchiale – ma anche attività legate alla catechesi, ai grest, alla formazione... In questi mesi, con la chiesa parrocchiale chiusa per restauri, siamo anche luogo di culto. La nostra esperienza – tira le somme Stefano, 25 anni, nella vita di tutti i giorni commesso in un negozio – dice che la digitalizzazione, prima d’essere una spesa, è un investimento che trasforma il cinema parrocchiale in sala polivalente al servizio della comunità. Questa versatilità, unita al lavoro e alla passione dei volontari, permette di non essere un peso sulle spalle della parrocchia ma di autofinanziarsi, fino a poter aiutare le altre attività comunitarie».