Agorà

Il ricordo . «La fede intima e ardente di mia cugina Moira Orfei»

Liana Orfei giovedì 19 novembre 2015
Caro direttore, voglio scriverle di mia cugina Moira (Orfei, scomparsa all'età di 85 anni il 15 novembre scorso, ndr). Moira un mito, Moira bellissima, Moira grande personaggio, Moira famosa nel pianeta circense e nel cinema, Moira icona di tutto un particolare mondo che si è identificato in lei. Ecco, questo è quello che molti hanno detto, dicono e diranno di lei.  Ma c’è un’altra Moira, una dolce, timida ragazzona che è entrata all’improvviso nella mia vita quando avevo sette anni, come fosse una sorella, una sorella non partorita da mia madre, ma amata da lei tanto da farmi provare un sentimento di gelosia. Moira era un poco più grande di me, solo sei anni, ma a quella età sono tantissimi. Separano due generazioni, cambiano gli amici con cui si gioca e tutto un modo di vivere. Ma questo non era vero per noi! Mia madre la accolse subito dopo la tragica morte dello zio Riccardo, e da quel momento siamo diventate inseparabili, eravamo una forza della natura. Ci chiamavano «le sorelle Orfei » sia perché in pista lavoravamo in coppia, sia perché parlavamo una sola lingua, la 'nostra'. Io condividevo tutto con Moira e viceversa.  È stato così sino al giorno in cui io, giovanissima, mi sono sposata con un grande artista, che subito mi portò via dal circo. Ma soprattutto dall’unica grande amica che io abbia mai avuto. E questo Moira non me lo ha mai perdonato. Si è sentita abbandonata dalla sola persona con cui aveva condiviso le sue giornate più spensierate e felici. E oggi che lei ci ha preceduti in un luogo in cui l’anima è libera di vedere e sapere, sento il bisogno di appianare il passato e dirle tutto. Dirle ancora il mio affetto, la mia fiducia, il rammarico di non averla più accanto a me. Dietro il suo aspetto dirompente, c’era una spiritualità che forse solo io conosco fino in fondo, una capacità di amare e una generosità che oggi, ne sono certa, le porterà la carezza di nostro Signore. Ho appena accompagnato alla terra il suo corpo, ma so che non è stato un addio e attraverso il suo giornale, caro direttore, vorrei chiedere che assieme alla mia voce e al mio cuore si uniscano i cuori e le voci di tutti i suoi ammiratori, affinché la tanta gente che l’ha amata ora la ricordi con le sue preghiere. Come ho fatto io in questi giorni, ponendola tra mio padre, mia madre e mio fratello Nando, tutti già in Cielo. So che per lei, devota a padre Pio, sarà l’omaggio più importante, l’unico che conta.