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PERUGIA. La cattedrale sul muro etrusco

Maria Rita Valli venerdì 28 gennaio 2011
Lo splendore della Perugia medievale e rinascimentale poggia su solide basi etrusche, e non è mistero. Gli etruschi fondarono la loro città sul crinale di un colle protetto tutt’intorno da forre scoscese, fortificandone e modellandone la cima con possenti mura che ancor oggi sostengono e proteggono l’acropoli. Era difficile immaginare di poter trovare un concentrato di testimonianze di epoche lontane sotto l’attuale piano della cattedrale di san Lorenzo. La stessa famosa Rocca Paolina, che si trova al lato opposto dell’acropoli, pur presentandosi come percorso sotterraneo in realtà è ciò che resta delle fondamenta dell’imponente rocca militare costruita nel XVI secolo su una parte della città medievale di cui inglobò case e strade, e che venne distrutta dai perugini nel 1860. Gli scavi della cattedrale, invece, hanno rivelato un tesoro sotterraneo e il percorso museale che si inaugura domani è frutto di venticinque anni di lavori avviati più per rispondere a problemi di conservazione e manutenzione strutturale della cattedrale e del suo chiostro o per l’ampliamento degli spazi museali, che per indagini archeologiche.  «La straordinarietà di questo scavo – spiega Luana Cenciaioli della Soprintendenza archeologica dell’Umbria – non risiede solo nell’aver trovato concentrato in un’unica area centrale della città, quella dell’acropoli antica, uno spaccato dell’urbanistica etrusca, romana e medievale della città antica, ma cosa eccezionale è di averle trovate così sovrapposte da poter leggere ancora oggi, in stratigrafia, un periodo storico che va dal VI secolo a.C. fino alla costruzione della primitiva cattedrale del X secolo, avvenuta proprio sopra il tempio etrusco, che occupava la zona dell’attuale sagrestia. Cosa straordinaria visto che in genere, quando si costruivano architetture nuove, si demoliva ciò che stava sotto. La conformazione dell’acropoli della città e lo spazio esiguo dove poter realizzare il nuovo ha impedito che ciò avvenisse totalmente». La visita agli scavi si snoda lungo un labirintico percorso che si estende per oltre un chilometro scendendo per 15 metri rispetto all’attuale piano della cattedrale. Mostra uno spaccato della vita dell’acropoli perugina a partire da 2.500 anni fa, con un intrecciarsi di epoche e murature che vanno da quelle etrusche (un frustulo di fondazione muraria risalente al VI secolo a.C. è la più antica testimonianza edilizia della Perugia etrusca), passando per quelle romane, fino a quelle medievali, tutte contenute all’interno di un grande muro etrusco di terrazzamento. Su un lato vi correva una rampa che portava al tempio etrusco. Accanto al terrazzamento è stato rinvenuto parte di un asse viario etrusco - romano, una via basolata su cui si affacciava una ricca casa romana di cui è stato identificato l’atrio centrale con il suo impluvium e tre ambienti pavimentati in coccio pesto le cui pareti presentavano resti di pittura risalenti al I stile pompeiano (I secolo a. C.). Lungo il percorso si incontrano anche un pozzo etrusco profondo dieci metri, che ha la caratteristica di non pescare acqua alla falda ma di captarla dal terreno circostante, e le fondamenta di una torre quadrangolare del XIII secolo anteriore all’attuale chiesa. Gli scavi portano nuova luce anche sulla storia della cattedrale di Perugia, secondo alcune ipotesi in un primo tempo collocata fuori le mura e solo a partire dal X-XI secolo al loro interno. Studi più recenti suggeriscono l’ipotesi che la chiesa cattedrale sia stata sempre entro le mura, nello spazio nel quale si trova oggi, costruita sull’antica acropoli sacra dove prima c’era un tempio etrusco e successivamente un tempio romano di epoca augustea. A partire dal X secolo attorno alla cattedrale si sviluppò un insieme monumentale di edifici, torri, palazzi che le cronache medievali indicano come «castello di San Lorenzo». In uno di questi palazzi, detto anche "canonica", sono stati celebrati ben cinque Conclavi da cui uscirono eletti i papi Onorio III (1216), Clemente IV (1265), Onorio IV (1285), Celestino V (1294), Clemente V (1305).