Agorà

CHAMPIONS LEAGUE. Un’altra Inter, bella e guarita fa pensar male

Giulio Peroni mercoledì 28 settembre 2011
Soffia il vento ma non infuria la bufera, nella Mosca dei dolci ricordi e dei buoni presentimenti di un presente avviato a gambe levate verso la richiesta di normalizzazione formalizzata a Claudio Ranieri dal presidente Moratti. Oggi come ieri, nella vittoria e nel processo di ottimismo. Mosca il 6 aprile 2010 (0-1 gol di Sneijder) spalancò le porte alla semifinale con il Barcellona, il turbolento successo di ieri (2-3) ha riportato l’Inter, un Inter chiaramente meno impattante di quella mourinhana, ad una dimensione di competitività anche in campo europeo, dopo i tre punti di Bologna in terra nostrana.Non sono ancora rose, ma forse fioriranno. Perché, a prescindere dai modi con i quali la creatura (si fa per dire) di Ranieri ha colto la vittoria, palla lunga e pedalare, il secondo verdetto favorevole infilato in tre giorni manifesta un (ritrovato) senso di appartenenza al futuro condiviso dallo stesso gruppo che, nemmeno ieri, aveva deciso il silente sciopero ad oltranza contro Gasperini e i suoi “strampalati” metodi. Il calcio lo decidono i giocatori, ancor di più i senatori. Quelli nerazzurri, attempati, senza i muscoli di una volta, ma sempre brillanti a stilare strategie, hanno fatto scoccare l’ora del riscatto e per i russi, più tecnici ed aitanti, non c’è stato verso. Così a Mosca, pur esprimendo un insieme di difetti tecnici (in avanti) e di enormi limiti (indietro), i nerazzurri- boys hanno raccolto il massimo con una prestazione arcigna, impreziosita dalle pesanti assenze. L’Inter avanza in Champions, e quel che conta è che sembra accettare di buon grado il nuovo allenatore, entrato in punta di piedi sul pavimento scivoloso di Appiano Gentile.Ieri la squadra ha espresso il proprio credo provando e riuscendo a vincere la partita a 11 minuti dal termine, quando il Cska aveva appena resettato il doppio vantaggio nerazzurro.Lo scatto di orgoglio, la voglia di risollevarsi ha scatenato Cambiasso in solitario contropiede: il vecchio leone ha effettuato un millimetrico lancio per Zarate, subentrato nella ripresa al posto dell’infortunato Pazzini, il quale ha calciato molto bene concluso in porta la rete del definitivo 2- 3. Una gara nata bene. Il vantaggio di Lucio è immediato: un destro al volo viziato da deviazione su azione di corner. Il raddoppio al minuto 23’: tunnel di Nagatomo, tiro- cross e piattone di Pazzini che gonfia la rete. L’Inter rischia la terza marcatura con  Obi, si registra anche la paratissima di Julio Cesar su Dzagoev.Quest’ultimo, a tempo scaduto nel recupero del primo tempo, firma l’1-2 con punizione all’incrocio. Il pareggio moscovita di Vagner Love è in collaborazione con l’accoppiata Zanetti- Lucio versione statuine. Mancano dieci minuti al 90’ e arriva l’acuto del successo, quello di Zarate. Inaspettato. Come il vento di positività portato da Ranieri. Una metamorfosi che da da pensare...