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INCHIESTA. Il Sud? Legge meno, ma punta sui classici

Roberto I. Zanini giovedì 24 marzo 2011
Al Sud si leggono più classici, al Nord Ovest si vendono più libri, le regioni del Centro sono quelle dove maggiori sono gli acquisti su internet, in quelle del Nord Est si comprano più libri per ragazzi; solo in una categoria i lettori uomini superano le lettrici: quella dei libri di umorismo. In tutte le regioni si legge più narrativa di quanta se ne acquisti, mentre al Nord e al Centro si compra più saggistica di quanta nei fatti se ne legga. Sono alcuni dei dati "nuovi" che emergono dai primi tre mesi dell’indagine sull’acquisto e la lettura di libri, commissionata a Nielsen dal Centro per il libro e la lettura, istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali. Indagine che si propone di fornire una «immagine in movimento» del mercato del libro con l’idea di offrire, ha detto il presidente del Centro, Gian Arturo Ferrari, basi concrete per eventuali iniziative di promozione della lettura, «perché in Italia abbiamo una vergognosa percentuale di lettori e il settore del libro non gode di aiuti da parte dello Stato, perché soffre del paradossale svantaggio di essere abbastanza prospero (3,4 miliardi di fatturato) e si regge con le proprie gambe. Se l’editoria italiana godesse di aiuti di Stato, come per esempio il cinema e altri settori della cultura, avrebbe ben altro peso e ben altre attenzioni». Lo stesso Ferrari ha precisato che l’indagine riguarda per ora il solo trimestre ottobre-dicembre 2010, falsato dagli acquisti natalizi, e che per avere dati esaustivi occorre attendere novembre, quando verrà presentata la ricerca relativa a dodici mesi e marzo quando verrà rappresentato tutto il 2011. Per ora occorre sottolineare che il principale elemento di innovazione, se così si può dire, è stato proprio quello di affidare lo studio a una società di marketing e di ricerche sul consumo come la Nielsen. Da qui una serie di scelte statistiche e di campionatura che sembrano voler in qualche modo costruire una sorta di "auditel" del libro. Ferrari ha spiegato che l’indagine viene effettuata mensilmente su tremila famiglie, che nel trimestre diventano 9000. Complessivamente sono stati inviati questionari a 24 mila individui ottenendo risposte da 5600 persone al mese. L’Italia è stata divisa in quattro aree geografiche (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud); le classi di età considerate sono sette e vanno dai 14 agli over 65, così come sette sono le tipologie di famiglie analizzate, anche se di queste ben tre considerano esclusivamente i single: sotto i 35 anni, fra i 35 e i 54, oltre i 55. Fatto sta che fra ottobre e dicembre 2010 solo il 33% degli interrogati ha acquistato un libro, mentre i dati normalmente utilizzati indicano il 45% (L’Italia che legge, G. Solimine, Laterza).Sottodimensionata anche la fascia dell’editoria religiosa: per Nielsen solo i 5% degli acquirenti compra libri di tema religioso, mentre nel suo complesso il mercato specifico vale circa l’8%. Problemi di campione, certamente, ma anche di discernimento fra titoli religiosi e non. Al di là di questi appunti, da verificare sulla scorta dei risultati annuali, resta l’originalità della prospettiva e di alcuni elementi che ne emergono. Più o meno confermato lo zoccolo del 13% di lettori forti, che hanno acquistato nel periodo almeno 3 libri: il 32% di questi è laureato e risiede prevalentemente nel Nord Ovest, 16% della popolazione, mentre è solo il 9% degli abitanti del Sud; è il 14% delle donne e l’11% degli uomini; per il 20% è composto da persone fra i 25 e i 34 anni. Il 58% degli acquirenti compra narrativa, mentre la legge il 65% dei lettori; i cosiddetti libri utili, manuali e testi divulgativi, sono comprati dal 13% ma letti solo dal 7. Confermata la marginalità dell’e-book: solo lo 0,7%. Narrativa e letteratura sono pane soprattutto per le donne (62% degli acquirenti) e le fasce di età 14-19 e 45-54. I classici sono solo il 9% degli acquisti, ma interessano soprattutto i lettori giovani e meridionali (oltre il doppio che nelle altre aree geografiche). Le famiglie in cui si comprano più libri sono quelle giovani con prole. Il maggior numero di libri venduti è nella fascia 6-15 euro, 57%; la fascia a più alta redditività è fra 20 e 25 euro (14%). Nel trimestre ogni acquirente ha speso quasi 27 euro: il 27% in una libreria tradizionale, il 19% in un supermercato, il 7% su internet. Il maggior numero di acquirenti su internet sono al Centro (12%), mentre il Sud pareggia col Nord Ovest (9%). La ricerca, inoltre, estrapola i dati relativi alla Calabria, in quanto regione a minor tasso di lettura, in funzione del progetto per la lettura lanciato dalla regione. Se in Italia legge il 33% delle persone, in Calabria si scende al 20 (il Sud è al 25), mentre i lettori forti passano dal 13 al 6%.