Agorà

Il caso. Il mistero di Jacobs, rincorsa al Mondiale

Mario Nicoliello sabato 9 luglio 2022

Il campione olimpico e recordman dei 100 metri Marcell Jacobs

A una settimana dalla finale iridata dei 100 metri, sul reale stato di forma di Marcell Jacobs persistono dubbi. Il campione olimpico è in Oregon da inizio mese, ma arriverà all’appuntamento clou senza alcun confronto con i rivali stranieri. Dopo Tokyo ha corso i 100 quattro volte, tutte in Italia, senza ottenere il riscontro cronometrico desiderato. Più ombre che luci quindi in un’annata cominciata stupendamente, ma poi complicatasi anche per scelte un po’ avventate. Rileggere gli ultimi mesi può aiutare a comprendere meglio la situazione. A fine 2021 Jacobs si era rimesso a lavorare a capofitto, svernando a Tenerife e portando a casa l’obiettivo della stagione al coperto 2022: il titolo iridato sui 60 metri ottenuto a Belgrado a suon di primato europeo. Era il 19 marzo e tutto faceva prefigurare un cammino rose e fiori verso il rendez-vous di Eugene.

Dopo Pasqua i piani per la stagione all’aperto erano delineati: debutto a Savona il 18 maggio sui 200, poi tre volte i 100 in Diamond League (Eugene, Roma e Oslo), quindi Assoluti e partenza per gli States. Tra una volata e l’altra previste tante apparizioni pubbliche per lanciare l’autobiografia. Il 1° maggio arriva il colpo di scena. Jacobs annuncia – via social, suo mezzo di comunicazione preferito – che debutterà in anticipo sabato 7 a Nairobi. Lo sprinter delle Fiamme Oro desidera infatti sfruttare i 1800 metri di altitudine della capitale keniana per tentare il grande tempo. È in Kenya che cominciano le peripezie di un 2022 fin qui stregato. Alla vigilia del meeting, il bresciano accusa problemi gastrointestinali, finisce al pronto soccorso e deve alzare bandiera bianca. Al ritorno in patria, Jacobs è in pista allo stadio “Paolo Rosi” di Roma il 12 maggio.

Lo stesso giorno partecipa nella capitale alla presentazione del libro della sua mental coach, dichiarando: «Devo capire come sto a livello fisico e quanto tempo mi serve per ricominciare a spingere. Mi allenerò anche nel week-end per comprendere come arrivare a Savona il 18». Due giorni più tardi la conferma della presenza in Liguria, ma non negli auspicati 200, bensì nei 100. Prima di arrivare in riviera, Jacobs fa scalo a Milano dove ospite in tv da Fabio Fazio lancia la sua fatica letteraria, intitolata Flash. Alla Fontanassa gli allenamenti sono positivi, così il velocista azzurro si esibisce due volte sulla distanza preferita: 9’’99 ventoso in batteria e 10’’04 regolare in finale. «Ho fatto fatica, pensavo di correre meglio e invece mi manca brillantezza». Quella sera Jacobs capisce che qualcosa al muscolo non va, ma gli impegni extra-sportivi lo portano a Torino, prima al Giro d’Italia poi alla Fiera del libro.

Torna a Roma il 23 mattina per la presentazione del Golden Gala: «Non vedo l’ora di scendere in pista in un palcoscenico come questo». Non una parola sulle sue condizioni fisiche, ma la doccia gelata arriva nel pomeriggio, quando finalmente – cinque giorni dopo lo sforzo di Savona – Jacobs si fa visitare all’Istituto di Scienza dello sport. La diagnosi parla di distrazione-elongazione di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra, un infortunio palesatosi proprio a Savona, ma scoperto (purtroppo) in ritardo. Per Jacobs una settimana e mezza di riposo e poi riabilitazione. Tradotto: niente Diamond League a Eugene. Il 1° giugno altri accertamenti evidenziano che l’atleta non ha pienamente recuperato, quindi addio anche a Golden Gala e meeting di Oslo. Il 7 gli esami confermano il decorso positivo, così Jacobs inizia a lavorare in piscina e su un tapis roulant curvo. Il 9, ospite del Golden Gala, assicura che nella sua testa c’è solo il Mondiale.

Finalmente il 16 giugno arriva il via libera dai medici: Jacobs è guarito e può tornare a forzare. Si decide quindi per un doppio impegno ravvicinato: Assoluti a Rieti il 25 giugno e Diamond League a Stoccolma il 30. Jacobs torna in azione 38 giorni dopo Savona – stesso periodo che nel 2021 era decorso tra l’infortunio di maggio e il ritorno in gara di giugno, ma in quella circostanza non ci furono intoppi e Jacobs volò dritto verso il titolo a cinque cerchi –, conquista il quinto italiano di fila, ma non brilla: 10’’17 in batteria e 10’’12 in finale con vento contrario. «Per me è un periodo complicato, ma tra 3 settimane c’è il Mondiale e cercherò di conquistare tutto come l’anno scorso».

Il 29 in conferenza stampa nella capitale svedese si dice recuperato, ma appena qualche ora più tardi gli basta intensificare il ritmo per avvertire un fastidio all’altezza del gluteo. L’indomani, a tre ore dalla volata, arriva la rinuncia: «Fosse per me gareggerei in ogni occasione, ma lo sport è anche questo. Siamo esseri umani, non macchine». Dalla Svezia, via Londra, Jacobs approda quindi in America, dove si sta allenando sulla pista del suo sponsor tecnico a due passi da Portland. La batteria dei 100 è in programma nella notte italiana tra il 15 e il 16 luglio, mentre semifinale e finale saranno ventiquattr’ore più tardi. È più che mai una corsa contro il tempo, ma il campione olimpico vuole rispondere presente.