Agorà

Amarello di Sanremo / 2. Ibrahimovic e Matilda, il gigante e la divina

Massimiliano Castellani, inviato a Sanremo mercoledì 3 marzo 2021

«Mi presento. Sono Zlatan Ibrahimovic. Se sbagli ancora, imparerai ancora... questa mia filosofia». Ma se la stella della Nba LeBron James «non può parlare di politica, perché a parlare per lui deve essere il basket», parola di Zlatan il terribile, allora perché il filosofo Ibrahimovic viene a Sanremo per occuparsi di canzonette e rinuncia, anzi non marca il cartellino dei cinque giorni lavorativi a Milanello? A domanda, con il suo timbro da duro, alla Ivan Drago «Rocky ti spiezzo in due», Ibra spiega l’incidente diplomatico. «Razzismo e politica sono due cose diverse. Su lotta al razzismo noi atleti che arriviamo da ogni parte del mondo siamo tutti uniti, politica invece divide. Allora a LeBron dico, facciamo quello che sappiamo fare, basket lui, calcio io, per unire e non per dividere». Che il calcio unisce, è un messaggio che recapitiamo subito all’interista Romelu Lukaku. Il suo cranio contro cranio con Ibra, ha ispirato il più bel murale di Milano – stadio San Siro – e adesso gli Amarello (Ama e Fiorello) sul campo dell’Ariston sognano un momento di fairplay alla «love and peace» tra i due bomber litiganti. «Lukaku se viene è benvenuto», dice lo spavaldo Ibra, al quale però Berlusconi da presidente del Milan ha detto «non lo avrebbe mai mandato a Sanremo». «No, Presidente mi vuole bene e mi avrebbe mandato, così come mi ma ha mandato via... a Parigi (venduto al Psg). Se la ride Zlatan che giocherà al karaoke: cantaIo vagabondo dei Nomadi in duetto con Sinisa Mihajlovic. Batteranno l’indice di ascolti? «Amadeus mi ha chiamato per battere tutti i record e allora eccomi... Mi presento». Una presenza pesante, da 250mila euro, che però il cuore rossonero assicura: «Io sono nato povero ma oggi non ho bisogno e ringrazio Italia: questi soldi vanno in charity». Sguardi e tempi da grande schermo, Ibra studia da futuro Cantona. Vanesio, ammette che ha tutte le carte in regola per fare l’attore: «Quando giocavo a Los Angeles mi hanno cercato per un film, poi ho deciso di tornare al Milan». A Los Angeles conoscono la divina, una diva ancora piccola, la Matilda De Angelis che ha recitato con Hugh Grant e Nicole Kidman nella serie Usa Undoing e che vedremo presto nel Leonardo di Rai1. La 25enne attrice bolognese è cresciuta «senza tv» cantando «con una band che girava l’Europa in furgoncino» e a Sanremo prima di vestire i panni della coconduttrice fa gli auguri «a Lucio Dalla che è 'nato' qui con la canzone 4 marzo ’43 e la sua musica mi ricorda sempre Bologna». Amadeus ricorda che il suo cast è stato scelto «attingendo dal vivaio», tradotto in calcese per l’Ibra ex Barcellona, dalla «cantera».