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Musica. I Bocelli si raccontano: «Ecco il nostro Natale in famiglia»

Angela Calvini martedì 22 novembre 2022

Andrea Bocelli con i figli Matteo e Virginia cantano per la prima volta insieme nel disco "A family Christmas"

Matteo, Virginia ed Andrea sono vestiti di soffice cachemire bianco, a lato un abete carico di palline colorate e sullo sfondo le guglie del Duomo di Milano. E’ già Natale con la Bocelli’s family, che ieri ha presentato alla stampa italiana il primo album natalizio in cui si uniscono le loro voci A family Christmas (Decca/Capitol Records), che, pubblicato in tutto il mondo il 21 ottobre scorso raggiungendo i vertici delle classifiche, uscirà in Italia il 25 novembre con una speciale edizione.

Papà Andrea, il figlio Matteo, 25 anni e la piccola Virginia di 10 anni, hanno inaugurato la Milano Music Week intonando dalla terrazza Mondadori in piazza Duomo brani quali Feliz Navidad e Happy Xmas (War is over). Un assaggio del grande evento mondiale in streaming su Youtube il 4 dicembre prossimo Bocelli’s family Christmas, un concerto evento ambientato fra le nevi di Gressoney che dal 16 dicembre sarà trasmesso dal canale americano Tbn.

La nascita di Gesù è al centro del progetto musicale natalizio di Andrea Bocelli, come spiega insieme ai suoi figli intervistato da Avvenire: «C’è un Natale spirituale che è il mio, e poi c’è quello commerciale che a me infastidisce – spiega il tenore toscano –. Natale rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul privilegio, sul prodigio (troppo spesso dato per scontato) di essere in vita, e su quel dono immenso – la fede – che ci restituisce la certezza di un ritorno a casa futuro. Ma anche per chi, della fede, è ancora alla ricerca, Natale è il momento più propizio dell’anno per esprimere e condividere la forza del bene, dell’affetto che si dona e riceve, prima di tutto in seno alla famiglia, accanto alle persone che si amano. Nella magia dello spirito natalizio, tutti possiamo rintracciare nel cuore quell’ingenuità preziosa che avevamo da bambini: quella propensione alla bontà e alla sincerità che dovremmo coltivare in ogni stagione della vita». Principi che il tenore toscano ha trasmesso ai suoi figli: «La priorità spirituale di questa festa, credo di averla trasmessa ai miei figli attraverso un atteggiamento coerente, attraverso l’esempio che Veronica ed io abbiamo dato loro. La riflessione sul significato religioso della ricorrenza resta protagonista delle nostre conversazioni in famiglia, lungo l’intera giornata. Giornata che è inaugurata sempre dalla partecipazione alla Santa Messa».

Lo conferma anche il bel Matteo Bocelli: «Il Natale da sempre in casa mia ha un valore puramente religioso. Il primo pensiero in questo giorno è la Santa Messa, dopodiché la giornata si svolge come il Natale di una normale famiglia: pranziamo assieme e scartiamo i regali». La dolce Virginia, che ha incantato i grandi del mondo dal presidente Usa Biden alla regina Elisabetta duettando con papà nell’Hallelujah di Leonard Cohen, svela altri dettagli del Natale a casa Bocelli: «È una festa speciale, perché nasce un personaggio importante, al quale dobbiamo davvero tutto. E poi, è il giorno in cui viene Babbo Natale e porta i regali. A casa facciamo sia il presepe, sia l’albero; in più, addobbiamo alcune stanze: così ci ricordiamo in ogni momento che questi sono giorni diversi dagli altri. Quest’anno, cantando col babbo e con Matteo, devo dire che sono già molte settimane che sento l’avvicinarsi del Natale».

L’augurio di serenità e di pace, Andrea Bocelli non può non estenderlo a chi soffre per le tante guerre nel mondo a partire da quella in Ucraina. «Sarà un Natale triste per tanti e preoccupante per tutti, spero che la musica compia un piccolo miracolo e porti a riflettere sui valori autentici del Natale, che sono quelli del Cristianesimo, che è anche una filosofia che potrebbe fare di questa terra un paradiso terrestre – aggiunge accorato –. La musica (e l’arte tutta) credo sia un dono del cielo in grado di parlare allo spirito, di renderci migliori e - come già diceva Aristotele – di “mutare il carattere morale dell’anima”. Anche la musica può essere un supporto allo sviluppo e alla pace tra i popoli, e forse il repertorio natalizio ancora di più, proprio per l’intensità del bene che le tematiche peculiari di questi brani sono in grado di trasmettere. Papa Francesco ha definito il Natale di Gesù “la festa della fiducia e della speranza”. Faccio mia la riflessione del Santo Padre, proponendo un messaggio di fiducia nell’essere umano, nella sua bontà e nella sua intelligenza, nella capacità di optare al momento giusto per il bene. Resto convinto che la parte più consistente dell’umanità desideri la pace, la non violenza». D’altronde vivere la spiritualità, dialogare con la propria anima, è sempre un gesto coraggioso, aggiunge Bocelli: «Tutti, nessuno escluso, possiamo e dobbiamo provare a dare il nostro apporto, affinché nella pace e nell’armonia la vita trovi la sua perfetta espressione. Quale occasione migliore del Santo Natale per ritrovare la pace interiore e riflettere sui valori da coltivare e sui disvalori da abbandonare? Questo è il mio augurio, questo è ciò che vorremmo sommessamente ricordare, attraverso l’album: un piccolo dono musicale da parte di una famiglia, per le famiglie».

Anche Matteo Bocelli, già diventato una star internazionale duettando col padre nella hit Fall on me e che sta preparando il suo primo album da solista, ricorda i Natali in famiglia della sua infanzia: «Quando si è piccoli naturalmente il pensiero è strettamente legato alle sue tradizioni materiali. Allo stesso tempo babbo era spesso fuori per lavoro e la cosa che mi rendeva più felice era l’idea di avere tutta la famiglia a casa». E i canti di Natale hanno sempre unito la famiglia Bocelli. «Per tradizione in casa nostra la musica di sottofondo è l’album My Christmas del mio babbo (2009). Quest’anno probabilmente aggiungeremo anche il nostro nuovo A family Christmas» spiega Matteo che ha amato cantare con la sorellina virginia e il papà in particolare The greatest Gift mentre Andrea Bocelli ha fortemente voluto nell’album Buon Natale, già interpretata dal baritono Gino Bechi, «una canzone che sentivo sempre da bambino e che non ho più risentito».

Virginia ha i suoi gusti precisi sui brani natalizi preferiti: «Ci sono quelli tradizionali che ho ascoltato, spesso dalla voce del babbo, da quando sono nata. Poi ci sono quelli che ascolto in chiesa, poi quelli che ho conosciuto nelle colonne sonore dei film – rivela –. Ad esempio The Polar Express che mi è piaciuto moltissimo (per questo ho insistito di poter cantare When Christmas comes to town). Ma ci sono anche brani che non conoscevo, come Away in a Manger e Do You Hear What I Hear che ho trovato bellissimi e che mi piacciono ancora molto, nonostante le tante volte che li ho dovuti ripetere, per la registrazione». La piccola ha anche un pensiero speciale per i bambini meno fortunati a cui augura per questo Natale «che possano studiare, che possano imparare tante cose ed anche a riconoscere le loro passioni e poi seguirle. Auguro che abbiano abbastanza da mangiare e amici con cui scherzare e una famiglia in cui sentirsi amati. Auguro che non si sentano tristi, persino se manca loro tutto quello che ho augurato. Perché – aggiunge rivelando grande maturità –, se sono vivi, se sono nati, vuol dire che ogni porta può aprirsi, e da quella la felicità può arrivare. Ecco perché auguro loro di saper essere ottimisti, di sapere sperare e di farsi sentire dagli adulti, chiedendo di essere aiutati, rispettati, amati».

Il suo regalo più bello lei lo ha già avuto: «A me cantare piace molto. Così come suonare il pianoforte e fare ginnastica artistica. Sono cose che amo fare, che mi fanno sentire libera. Cantare col babbo e con Matteo è stato molto bello. Ci ho messo un po’ ad abituarmi ad avere tante persone davanti, ma in fondo si canta anche e soprattutto per gli altri, dunque è giusto vincere la paura. Quello che ho imparato sulla musica forse risale a prima di questo disco, a tutte le volte che ho potuto ascoltare il babbo e anche Matteo, mentre studiavano. Invece, per l’album, più che imparare nuove cose sulla musica, ho capito di più che serve ascoltare, durante una canzone, chi canta insieme a me; ho capito che serve essere presenti, anche con la mente, quando stiamo facendo musica, e saperci divertire, mentre cerchiamo di fare al meglio una cosa». A baby star is born.