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Scienza. Franco Malerba: «La nuova frontiera dello spazio è la sostenibilità»

Antonio Lo Campo mercoledì 29 giugno 2022

Franco Malerba

Dopo l’acqua nel cosmo, protagonista dello scorso anno, è il cibo per i viaggi extraterrestri il tema scientifico principale dell’edizione 2022 del Festival dello Spazio di Busalla (Genova), che si svolgerà da domani al 3 luglio, nella storica Villa Borzino. È la rassegna ideata dall’astronauta Franco Malerba e rimasta sempre fedele alla sua vocazione scientifico- divulgativa per raccontare l’avventura nel cosmo nei tre momenti chiave dell’esplorazione, della conoscenza e dell’utilizzo a fini di innovazione tecnologica e di sviluppo economico. Ed è proprio di fronte a Villa Borzino che è nato, 75 anni fa, Franco Malerba. «Sì, il 2022 segna il trentesimo anniversario della missione Tethered e del primo astronauta italiano, cioè… del sottoscritto. Vi saranno rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Italiana e delle aziende a rievocare quella missione, che tanti ricordi fa riaffiorare non solo a me, ma anche tra i cittadini di Busalla», commenta Malerba.

Uno dei temi principali del festival è la sostenibilità collegata all’astronautica del futuro: «Il tema scientifico che abbiamo scelto quest’anno può sembrare insolito ma rappresenta una sfida essenziale per la sostenibilità dell’esplorazione spaziale con astronauti. Ancora una volta la scienza e la tecnologia sono chiamate a trovare soluzioni – riflette Malerba – se crediamo alla fattibilità degli insediamenti umani su altri corpi celesti, come la Luna e più in là Marte. La capacità di garantire un adeguato nutrimento agli astronauti sarà imprescindibile per la loro sopravvivenza, la loro salute e il loro benessere psico-fisico. Lontano dalla Terra diventa necessario coltivare piante, riciclare ogni rifiuto in concime, ricostituire lo scambio di risorse, di ossigeno e di anidride carbonica tra mondo vegetale e mondo animale. Realizzare, dunque, un’economia circolare spinta al massimo grado, non potendo più contare su rifornimenti diretti dalla Terra».

Sono in programma conferenze sul Webb Telescope, sul Programma Artemis, i nuovi lanciatori europei Vega C e Ariane 6. Quindi una ricca parte di medicina spaziale, vita in ambienti chiusi, aspetti nutrizionali, e molto altro. E poi si parlerà dell’olio extravergine d’oliva: «È in sintonia con il programma di ricerca sull’olio evo di Samantha Cristoforetti durante la sua attuale missione a bordo della Stazione Spaziale – aggiunge Malerba –. A Busalla si parlerà dell’olio italiano e delle sue proprietà organolettiche particolari, che lo rendono salutare alimento anche per gli astronauti». E poi i temi scientifici collegati alle imprese spaziali: «Dopo la prima giornata caratterizzata da appuntamenti istituzionali, le presenta- zioni di libri recenti a tema spaziale, e altre conferenze di grande interesse – dice il primo astronauta italiano – la parte più scientifica direi che è il “cibo per i viaggi extraterrestri”, filo conduttore del programma della seconda giornata, di sabato 2 luglio. A Busalla esperti di diverse discipline affronteranno da vari angoli visuali la sfida alimentare e medica della sopravvivenza in ambiente chiuso e isolato, lontano dalla Terra. Al Festival ascolteremo in particolare di una ricerca dell’IIT per cui le vinacce dei vini delle Cinque Terre combattono questo fenomeno e possono entrare nella dieta degli astronauti».

E non mancherà anche quest’anno un concorso a premi: «Il tema dell’elaborato per la gara di quest’anno è “Itinerari spaziali”. La guida allo svolgimento suggerisce che le sfide poste dai viaggi umani al di fuori della terra hanno una portata e una complessità assai maggiori di quelle generate dai semplici spostamenti sulla superficie terrestre. Ne risultano coinvolte le scienze applicate e la tecnologia, come ovvio, ma anche le scienze umane, la psicologia, la medicina, le scienze della nutrizione, e l’idea stessa di sostenibilità. Saranno selezionati i tre migliori elaborati e i loro autori verranno invitati al Festival, dove si conoscerà il vincitore. Di questo progetto il merito va a Giuseppe Tanzella-Nitti, astronomo e teologo, fondatore della Scuola Internazionale Superiore di Ricerca Interdisciplinare, amico del Festival dello Spazio e presidente della giuria del premio. A sottolineare il carattere interdisciplinare del concorso abbiamo chiamato di far parte della giuria anche a Marco Aime, professore di antropologia alla facoltà di Filosofia di Genova».