Agorà

Reality. «Fondo un gruppo a difesa delle vittime degli eccessi tivù»

Massimiliano Castellani martedì 2 marzo 2010
Una televisione che entra sempre di più nelle vite private delle persone, mettendole in piazza, quanti danni crea soprattutto a figli e piccoli parenti delle persone sbeffeggiate, tradite o attaccate in televisione? Tanti, secondo l’avvocato Giovanni Picuti. Che con Carla Giommi, ex compagna di George Leonard del Grande fratello, annuncia la nascita di un’associazione delle vittime della televisione. Ma andiamo con ordine, «Ci sono 6 milioni di persone che guardano il Grande Fratello in Italia. Mica saranno tutti degli imbecilli?». È la domanda rabbiosa, in apertura al film di Giovanni Veronesi, Genitori e figli, che Gigio (alias Andrea Facchinetti), diciottenne aspirante concorrente del reality, pone al padre Alberto, professore di Liceo Classico (nella finzione Michele Placido) assai contrariato. Noi, dopo aver ascoltato la storia di Carla Giommi, ex compagna di George Leonard, uno degli “idoli” di punta di questa decima edizione del Grande Fratello (giunto alle ultime battute), abbiamo le stesse contrazioni di stomaco del “professor Alberto”. In questa storia, infatti, ci sono due vittime. Una adulta e una di soli cinque anni. Perché quando gli autori del reality hanno montato ad arte la love story tra il sedicente “Principe” di Foligno, concorrente 27enne del reality, e la sicilianissima “coinquilina” della casa, Carmela Gualtieri, non hanno fatto i conti fino in fondo. Il tutto infatti avveniva sotto gli occhi sbalorditi della compagna di Leonard, la 32enne Carla, donna tradita sotto i cinici riflettori nazionalpopolari, ma prima di tutto madre del loro piccolo Dan. La vera “piccola-grande vittima” di un programma in cui parolacce, bestemmie e rumori corporali sembrano essere la colonna sonora della «casa». Spiega l’avvocato Giovanni Picuti, legale della Giommi: «Dopo che abbiamo diffidato George Leonard – e di conseguenza la Endemol, la società che produce il Grande fratello – dal perseverare in quelle pubbliche e disinvolte manifestazioni, che potessero arrecare, direttamente o indirettamente, ulteriore danno alla serenità del minore e anche all’immagine della madre, magicamente il ragazzo è stato estromesso dal reality...». Intanto, nella città umbra tanti additavano la piccola vittima come «il figlio di George Leonard»: quello che in video davanti a 6 milioni di italiani, bacia appassionatamente e promette amore eterno a una donna che non è la sua mamma. Carla, estetista con trascorsi da modella, accusata pubblicamente da Leonard di volersi fare pubblicità, in quanto mossa da invidia per il successo conquistato dal suo ex Principe azzurro a suon di comparsate televisive, ora desidera una cosa soltanto: far scendere al più presto il sipario su questo teatrino dell’assurdo. «Chiedo che si faccia qualcosa di concreto per quei bambini come mio figlio che considero vittime di aggressioni mediatiche», è l’appello che lancia la Giommi che con l’aiuto dell’avvocato Picuti sta per fondare addirittura un’Associazione per le vittime dei media. «L’Associazione – spiega il legale – si richiamerà a principi di maggiore responsabilizzazione da parte degli operatori della comunicazione e offrirà tutela e sostegno alle vittime sempre più frequenti di tali aggressioni, che calpestano il principio imprescindibile del rispetto per la famiglia». Carla invoca l’appoggio e l’intervento delle istituzioni. «La politica dovrebbe avere una maggiore attenzione per i palinsesti televisivi e vigilare fermamente sulla qualità morale e culturale dei prodotti e dei personaggi che vanno in video. A George auguro soltanto di non diventare lui stesso una delle tante vittime di questa cattiva tv che illude le persone, gli promette un futuro da star e invece nell’arco di poche puntate, le sfrutta, le trita nel tubo catodico rendendole personaggi da spazzatura che la massa dei telespettatori poi getta via in fretta dalla memoria». E come biasimarli. Del resto al GF, tranne rarissime eccezioni graziate da nostra Sorella Tv, si diventa dei divi per caso e Principi per una notte. Ma la maggior parte dei suoi precari protagonisti, come dice il “professor Alberto”, verranno ricordati come degli «analfabeti che passano tutto il tempo a scaccolarsi su un divano».