Agorà

OLIMPIADI. Dream team Italia. Il fioretto resta d'oro

Alberto Caprotti venerdì 3 agosto 2012
Ballano l’inno in cima al podio, cantano le invincibili. Sarà anche una medaglia annunciata, ma che belle le signore d’Italia. Vezzali, Di Francisca, Errigo, Salvatori: ancora oro, sfatando l’incantesimo. Perché l’unione fa la forza. Sempre, ogni tanto. Mai ultimamente però quando di mezzo ci sono loro. Le nostre splendide donne del fioretto: feroci quando infilzano il mondo da sole, terribilmente complicate quando devono mettersi insieme. Non questa volta. La Russia, che quattro anni fa all’ultima stoccata le fece salire solo sul gradino più basso del podio, ieri si è arresa (45-31) allo strapotere delle azzurre. Troppo superiori, troppo concentrate a dimenticare sottili invidie tra loro per non vincere. Difficile pensare alla vigilia che potesse andare diversamente: oro, argento e bronzo in carica messe insieme fanno una pozione micidiale. Ma il fioretto donne a squadre aveva uno strano destino. Non c’era come disciplina ad Atene 2004: per ritrovare un oro serviva andare indietro di 12 anni. Incredibile per un gruppo di singolariste così forti. Senza storia l’avvicinamento alla finale: Gran Bretagna (42-14) e Francia (45-22) spazzate via in fretta, poi - mentre la Corea conquista il bronzo - la strega Russia nella sfida conclusiva. Il ct Cerioni manda in pedana anche la riserva Salvatori, per non negarle il diritto al podio. Elisa è perfetta, Ilaria e Valentina non si pungono e non si addormentano: l’incantesimo dei Giochi per il fioretto a squadre azzurro è finito. Splendida favola, ancora di più per la Vezzali. Con la medaglia di ieri, Valentina allarga la borsa dei suoi record: cinque Olimpiadi di fila sempre con almeno un oro al collo. La spada esce dalla roccia, la leggenda continua.