Agorà

Musica. Fenomeno Extraliscio: «C'è vita in balera»

Angela Calvini venerdì 6 agosto 2021

Gli Extraliscio: Mirco Mariani al centro fra Moreno "il Biondo" Conficconi e Mauro Ferrara

Il liscio torna prepotentemente alla riscossa in quest’estate 2021 dove la gente ha di nuovo voglia di tornare ad ascoltare musica dal vivo, ballare, incontrarsi e, appena si potrà, ad abbracciarsi. Proprio nei mesi in cui la pandemia ha chiuso le sale da ballo e ha privato tante band storiche di un loro palco, il fenomeno degli Extraliscio ha riportato luce su un genere musicale che è parte inscindibile del costume italiano, ma che negli ultimi anni era considerato fuori moda. Invece questa sarà l’estate del gruppo “punk da balera” costituito dal jazzista e polistrumentista bolognese Mirco Mariani e dai volti storici del liscio romagnolo, Moreno “il Biondo”, clarinettista per dieci anni capo orchestra di Raoul Casadei, e Mauro Ferrara, la voce di Romagna mia nel mondo. Alle spalle di questo fenomeno, c’è la passione e l’oculata regia di Elisabetta Sgarbi che produce il gruppo con la sua Betty Wrong Edizioni, la quale ha reso omaggio alle proprie origini romagnole dapprima girando il poetico docufilm Extraliscio - Punk da balera. Si ballerà sino alle prime luci dell’alba presentato l’anno scorso alla Mostra del Cinema di Venezia, uscito da poco con successo nelle sale e candidato ai Nastri d’Argento.

Poi è arrivato il palco di Sanremo dove gli outsider Extraliscio hanno convinto tutti in gara con Bianca luce nera scritta da Mirco Mariani, testo di Pacifico ed Elisabetta Sgarbi. Ora finalmente è partito il tour dove sarà possibile ascoltare per la prima volta dal vivo i brani dell’album È bello perdersi, che mescola rock, il pop, l’elettronica e il liscio più classico. Ben 28 date nei luoghi più belli d’Italia e che continuerà fino a settembre. L’emozione di questa avventura inaspettata ce la racconta Mirco Mariani, barbuto leader degli Extraliscio.

Mirco, lei è il più giovane di un gruppo di scatenati settantenni…

Mi sta succedendo a 51 anni quello che non mi è mai successo prima. Io sono partito da Bologna e mi sono dedicato per anni alla musica jazz, addirittura per 10 anni al free jazz che piace solo a chi lo suona. Poi ho conosciuto Enrico Rava e Vinicio Capossela con i quali ho avuto una esperienza lunghissima in tour come polistrumentista. Ed ora sono finito da dove sono partito. A 16 anni la mia prima esperienza musicale è stata in una balera all’aperto a Cesenatico. Facevamo degli orari assurdi, iniziavamo alle nove di sera e finivamo alle due di notte senza quasi fermarci, il proprietario era cattivissimo e io facevo avanti e indietro da Bologna tutte le sere perché non ci pagavano l’hotel. Dopo quell’estate avevo deciso di chiudere col liscio, e invece ora, grazie a lui, mi trovo a vivere l’esperien- za più incredibile della mia vita.

Come nasce questa idea di rinnovare un genere musicale così popolare?

Riccarda, la figlia di Secondo Casadei, quello che ha inventato liscio, ha sentito una mia intervista in cui io elogiavo questo genere musicale. Allora mi ha chiamato e mi ha fato incontrare Moreno “il Biondo” Conficconi per affidarci una missione: portare il liscio ai giovani. Non è facile rinnovare la tradizione, ma a un certo punto mi si è accesa la lampadina su come riscrivere i brani tradizionali, qui nel Labotron, il mio studio sui colli bolognesi pieno di strumenti rari e speciali. Essenziale è stato poi l’apporto delle superstar dell’Orchestra Casadei dei tempi d’oro, Moreno “il Biondo”, che è stato il capo orchestra per dieci anni, di Mauro Ferrara che è stato con Raoul 25 anni e del sassofonista Fiorenzo Tassinari detto “il Migliore”.

Secondo lei il liscio è vittima di pregiudizi?

Elisabetta Sgarbi ha fatto quello che nessun’altro avrebbe fatto. La parola liscio era una parola sinistra, era snobbata. La tradizione come può essere brutta? Come può essere brutta la musica di un popolo, la musica che racconta l’Italia? Con quest’operazione si fa capire che questa grande musica è fatta da musicisti pazzeschi. Lei è riuscita a creare un ponte, a portare la piadina fritta sulle poltrone di velluto e porpora. La cosa che mi è piaciuta di più, è stata portare il liscio nel mondo della cultura.

L’esperienza di Sanremo vi ha lanciato definitivamente.

Bisogna ringraziare anche Amadeus che aveva le idee chiare e ha fatto un Festival di rottura: in fondo gli Extraliscio e i Maneskin sono parenti. E pensare che un mito del liscio come Mauro Ferrara non ci poteva credere di essere sul palco dell’Ariston. È imbarazzante che una persona che ha suonato o cantato 350 giorni all’anno con grande successo non abbia mai fatto un’intervista. La bellezza di questi grandi artisti è il loro altruismo esagerato: non sono rivolti a sé stessi, ma vogliono solo suonare, fare divertire e ballare. Per questo siamo riusciti a coinvolgere artisti come Davide Toffolo e Jovanotti che duetta con noi nel classico Sbagliato. E che soddisfazione essere scelti come sigla del Giro d’Italia con GiraGiroGiraGi. Il riscontro del pubblico? I fedeli del liscio si sono divisi in due sugli Extraliscio, fra quelli che preferiscono la tradizione e quelli che più aperti all’innovazione. Certo, la cosa più bella sono i giovani. Quando Massimo Ferrara, l’Alain Delon della Romagna tanto amato da mia mamma, si è accorto che i giovani cantavano le sue canzoni si è stupito perché non gli era mai successo.

Non dimentichiamo però che il liscio ha una origine nella musica colta dell’800 mitteleuropeo.

È una musica che nasce da una base colta e diventa popolare. Negli ultimi anni però la balera è diventata un contenitore di karaoke, di balli di gruppo, sembra di essere nell’acquagym. La balera invece è una specie di teatro, con le sue poltroncine di pelle, il palco e la pista. La musica ha origini molte elevate: prima il valzer, la polka e la mazurka che arrivavano dall’Est; poi arrivavano la beguine e il tango dal Sudamerica, il foxtrot dall’America. Insomma, la balera era un contenitore di musica alta, ma poi si è avviato a una decadenza tanto da essere un ambiente quasi dimenticato prima della pandemia. Chissà che adesso, grazie anche ai tantissimi eccezionali ballerini di liscio, fra cui moltissimi giovani che ballano vestiti in maniera sontuosa, la balera torni grande: è un mondo fantastico dalle immagini felliniane, sospeso tra terra e cielo, un mondo da esplorare, ed io mi sento molto fortunato nel fare questa esperienza.

Adesso finalmente gli Extraliscio sono tornati a suonare davanti al pubblico.

L’emozione è grande, speriamo di essere all’altezza di portare quell’allegria e quella spensieratezza di cui questa musica è portatrice e di cui oggi c’è tanto bisogno. Il suo essere altruista potrebbe essere contagioso, in senso buono ovviamente.