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Industria culturale. Arriva "Copy in Milan" un piano per rilanciare l'editoria

martedì 30 settembre 2014
​Combattere la crisi dell'economia rilanciando, anche grazie ad Expo, Milano come capitale del libro con una serie di appuntamenti volti a far conoscere una realtà storica e al tempo stesso all'avanguardia. E' questo il senso di "Copy in Milan", progetto triennale che vuole valorizzare l'identità editoriale del capoluogo lombardo, facendo conoscere anche all'estero. Milano è sede delle grandi concentrazioni editoriali con 4.000 persone che lavorano nel comparto: qui si raccoglie il 38% della produzione in titoli e si concentra la sperimentazione sul digitale. Il capoluogo è una città di lettori con 168 biblioteche. È un centro importante di università e di ricerca. È luogo di scambi e di export. Se l'editoria italiana è la quinta al mondo, l'indice di lettori, pari al 43% della popolazione, è fra i più bassi in Europa   Fra le proposte la realizzazione di "Milan, a place to read" mostra plurilingue itinerante che partirà dal 20 ottobre negli Istituti italiani di cultura nel mondo, in ambasciate e in consolati per valorizzare autori ed editori e il sito BooksinItaly.it, che sarà ufficialmente inaugurato alla Fiera di Francoforte in ottobre, della produzione nazionale per editori, agenti e studiosi stranieri e con una banca dati di traduttori. Il progetto - che fra i partner ha il ministero degli Affari Esteri e quello dei Beni culturali e ha il sostegno della Fondazione Cariplo che ha stanziato 850 mila euro - disporrà di uno spazio dedicato nel cuore di Brera, messo a disposizione dal Comune. Secondo il direttore dell'Aie, l'Associazione degli editori, Alfieri Lorenzon si può frenare il decremento del settore nell'ultimo triennio (pari a circa il 20%): "Non chiediamo soldi pubblici, ma un investimento nella promozione internazionale" spiega.  "Dopo i distretti culturali lombardi, nasca un distretto editoriale milanese", sottolinea il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti.