Agorà

Doppio Passo. Vecchi bomber e giovani "scarponi"

Massimiliano Castellani lunedì 14 settembre 2015
​I maligni dicono che «a Milano “diluvia” perchè l’Inter del Mancio ha vinto il derby ed è primo in classifica a punteggio pieno. Siamo alla terza e se è legittima la preoccupazione degli juventini per il misero punticino sin qui raccolto (a fatica con il Chievo) è altrettanto lecito non credere a quella classifica che vede al secondo posto - a quota 7 - , “piccole ma belle” che rispondono al nome di Sassuolo, Chievo appunto, Palermo e TorinoLe rivincite di Matri e BorrielloAlessandro Matri e Marco Borriello, sono due vecchi bomber di razza, ma nella loro carriera sono stati scambiati più per modelli da passerella del Pitti Uomo che per cannonieri internazionali. Eppure hanno giocato, vinto e segnato a sufficienza. Matri, 31 anni, dopo la doppietta (all’Udinese) da neolaziale sale a quota 108 reti. Lo scorso anno giocando poco ha realizzato il gol decisivo per la vittoria della Coppa Italia della Juventus. Lo segnò alla Lazio, ora lui e la sua amata velina, Federica Nargi, sono i volti nuovi e belli che ruotano intorno alla società di patron Lotito che ancora una volta ha visto giusto al mercato dell'usato sicuro.Borriello, 33 anni, ha scelto di chiudere a Carpi con la nepromossa del sanguigno Castori. Nel 2-2 di Palermo il bel Marco ha messo il suo sigillo giocando una mezz’ora degna di un altro vecchio bomber inarrestabile il 38enne Luca Toni che con il rigore trasformato con il Torino arriva a 303 perle di un cammino che pare infinito.Io non Balo da soloEd infinita è anche la sitcom tra Balotelli e il calcio italiano. Gli inglesi (sponda Liverpool) ce l'hanno rispedito con l'etichetta del “giovane scarpone”. E il Milan se l'è ripreso, così il nevroromantico Mario al minuto 61 del derby Inter-Milan ha fatto il suo ritorno ufficiale nella Serie A. L’hanno acolto grandinate di fischi del popolo nerazzurro ("traditi dall'ex", dicono), ma anche una pioggia di complimenti a fine partita, perchè il Milan ha perso ma lui no. In mezz’ora ha calciato punizioni e angoli in quantità industriale, ha preso un palo, fatto sudare la difesa interista e tremare la porta dell’algido Handanovic. Insomma una prestazione quasi da SuperMario che adesso si candida a un posto da titolare nell’11 rossonero. Se comincia a segnare e continua a giocare non da solo, ma per la squadra, chissà che il ct Conte non lo richiami in Nazionale molto prima di quanto si pensi.I segnali incoraggianti ci sono, ma ribadiamo, siamo solo alla terza.