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RIVELAZIONI. La Disney: i sette nani? Erano dieci

Ilario Lombardo sabato 21 novembre 2009
I sette nani: Dotto, Brontolo, Pisolo, Mammolo, Gongolo, Eolo, Cucciolo. Ma c’erano anche Calvolo, Nervosolo e Affannolo? C’erano, appunto, ma sono rimasti solo schizzi su carta ingiallita, idee mai diventate carne animata, colore e fantasia. A rivelarlo è Lella Smith, direttore creativo della Walt Disney Animation Library, in occasione dell’uscita del nuovo cofanetto di Biancaneve e i sette nani, edizione speciale in dvd e per la prima volta nel formato ad alta definizione blu-ray, con tanti extra e la totale rimasterizzazione dei colori. Un lancio mondiale, nell’era del dominio 3D, di un classico che in Italia farà tappa il 2 dicembre, con una speciale anteprima domani a Milano, 72 anni dopo la prima assoluta in America: era il 21 dicembre 1937. Con quella data iniziava la storia del cinema di animazione. Primo lungometraggio della casa, il capolavoro Disney, affidato ora alla chirurgia estetica della nuova tecnologia digitale, ha avuto, dalla matita allo schermo, diverse vite. Qualcosa si è perso, tra alcune scene mai completamente animate, come quella del letto costruito dai nani con l’aiuto degli animali del bosco, e qualcosa si è acquisito. Soprattutto per l’incredibile famiglia di nani che si è rivelata una delle invenzioni artistiche più riuscite nella cultura pop del secolo scorso. «Per Walt Disney l’approfondimento dei personaggi doveva essere centrale – rivela Lella Smith – e il loro carattere unico e subito riconoscibile. Moltissime ore di ricerche e infinite discussioni furono dedicate a come sviluppare i personaggi. I primi appunti sulla storia risalgono al 1934, ma è solo nel 1936 che cominciano i disegni sulle caratteristiche di quei nani». Sono i comprimari che rubano la scena per tutto il cartoon, con le loro gag goffe e piene di creatività. Ognuno con un nome che personalizza il carattere e una faccia che lo esprime al volo: «Prima di tutto hanno scelto i nomi. E da lì si determinavano le qualità di ogni singolo nano. Dotto, Cucciolo, Brontolo, che forse è il più complesso: ragionavano attorno al significato dei loro nomi in modo da trovare corrispondenze con le caratteristiche fisiche, facciali, di spirito». Nelle prime bozze troviamo anche Calvolo, Nervosolo e Affannolo (traduzione ipotetica di Baldy, Jumpy e Wheezy). «Nella versione iniziale c’erano sia Baldy che Jumpy. Ma, dopo averci lavorato su, decisero di trovare nomi differenti che potessero creare diverse tipologie di carattere – spiega la Smith –. A quel punto nascono i sette nani, studiati in ogni dettaglio, dai movimenti ai costumi». Un perfezionismo che si noterà ancor di più con il blu-ray, assicura, «anche perché chi ha lavorato al restauro ha recuperato le scene originali in technicolor (Biancaneve fu il primo film di animazione girato con questa tecnica a colori, ndr) ripulendo l’immagine con il digitale».