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Cinema. In uscita «Ho amici in Paradiso»: sul set disabilità con ironia

Tiziana Lupi martedì 31 gennaio 2017

Ho amici in Paradiso è il titolo del film di Fabrizio Maria Cortese che arriverà nelle sale giovedì, dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma 2016 (nella sezione Alice nella Città). Un Paradiso che il protagonista trova qui in terra grazie a una semplice scoperta: si può essere amici anche di chi consideriamo non solo diverso da noi, ma diverso e basta. Disabile, insomma. È proprio la disabilità che il film, girato all’interno del Centro di riabilitazione dell’Opera Don Guanella di Roma e insieme agli ospiti dell’istituto inseriti nel cast, si propone di raccontare con la leggerezza (che non vuol dire superficialità) tipica della commedia, adatta al pubblico di tutte le età. Lo fa attraverso gli occhi del protagonista, Felice Castriota (interpretato da Fabrizio Ferracane), commercialista salentino con il “vizio” di riciclare il denaro della criminalità organizzata. Colto in flagrante, dovrebbe andare dritto dritto in galera, ma il procuratore della Repubblica di Lecce gli offre un’alternativa: se fornirà informazioni sul boss pugliese con cui condivideva i suoi loschi affari, potrà evitare il carcere ed essere, invece, assegnato ai servizi sociali. Castriota accetta e viene spedito al centro Don Guanella di Roma dove, per la prima volta, si imbatte in una realtà sconosciuta. Lui, che è un uomo ricco, superficiale e amante del lusso, “scopre” la disabilità e deve imparare a rapportarsi con essa visto che è stato mandato lì proprio per questo, per occuparsi degli ospiti dell’istituto. Non è difficile immaginare le difficoltà iniziali di Felice (che non a caso si chiama così), dapprima incapace di gestire la vita in luogo così diverso da quelli che è abituato a frequentare e che rifiuta con ostinazione ma, poi, sempre più coinvolto in questa sorta di grande famiglia che lo aiuta a recuperare i veri valori della vita, grazie anche all’amore con Giulia ( Valentina Cervi), una giovane psicologa del centro. Al di là della trama, la peculiarità del film sta nel cast, formato sia da attori professionisti (tra i tanti, oltre al protagonista, Antonio Catania ed Enzo Salvi) sia da ospiti dell’istituto. L’idea è stata del regista che, per vicende familiari personali, conosceva la Casa San Giuseppe, Centro di riabilitazione dell’Opera Don Guanella, da tempo e che da due anni vi teneva un laboratorio teatrale con alcuni degli ospiti: «Loro hanno una capacità di ascolto notevole, cercano di imparare sempre di più e di fare sempre meglio», racconta Cortese. Che spiega così la genesi di Ho amici in Paradiso: «Il film è nato dall’intenzione di far diventare protagonisti persone diversamente abili. L’ho proposto al Don Guanella e il direttore don Pino Venerito ha accolto la proposta con entusiasmo. Poi ne ho parlato con Rai Cinema che ha subito creduto nel progetto perché ha capito che era un esperimento importante. Avere la loro spinta è stato fondamentale per realizzare Ho amici in Paradiso. È stato emozionante il mondo del cinema sposarsi con quello della disabilità». A quel punto il Don Guanella si è trasformato in un vero e proprio set cinematografico: «Vedere gli operatori della troupe coinvolta con i ragazzi ospiti del centro è stata una bella esperienza. Quando sono finite le riprese si sono organizzati per tornare a salutarli. Spero che ci siano altre esperienze come questa, che il cinema possa affrontare ancora una tematica come la disabilità con ironia perché questi ragazzi hanno bisogno di sorridere e stare insieme agli altri. Checché se ne dica, loro sono una risorsa per la comunità». Non a caso, Ferracane assicura: «Lavorare in questo progetto mi ha dato un’energia incredibile e mi ha fatto benissimo'. Il regista conclude: «Ho scritto la storia di un cambiamento, ma il primo a essere cambiato sono io». Ho amici in Paradiso è prodotto da Golden Hours Film e Rai Cinema, in associazione con Opera Don Guanella Centro di Riabilitazione Casa San Giuseppe e Desi, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo e l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana.