Agorà

Cartoni. Cuccioli nel vento per l’energia pulita

Emanuela Genovese martedì 25 marzo 2014

Il vento: soffio, energia e mo­tore di Cuccioli, il nuovo film di Sergio Manfio, l’ideatore in­sieme al fratello Francesco della famosa serie televisiva, e­sportata in tutto il mondo. Con Cuccioli – Il Paese del vento i bam­bini possono tornare al cinema, dal 27 marzo, insieme ai loro ge­nitori per questa storia semplice e divertente dove i protagonisti so­no animali chiamati a difendere Soffio, il paese del vento minacciato dalla ma­ga Cornacchia. Il tema delle energie rinno­vabili diventa il centro di questo film che sarà distribuito anche in 100 sale Acec con una novità: gli spettatori bambini riceveranno in regalo un gioco da tavolo creato ad hoc per stimolare anche la conoscenza della Bibbia, dove protagonista è lo Spirito Santo, come 'soffio' di Dio e presenza nel 'vento'. Chi rappresentano i Cuccioli? «I nostri protagonisti hanno il compito di ri­produrre i diversi caratteri dei bambini: c’è il coniglio che cerca di superare le prove ma non ci riesce; il pulcino timido, che si chia­ma Senza Nome perché non conosce sua ma­dre, ma diventa l’eroe della serie; la gattina che comanda; il cagnolino che si chiama Por­tatile perché ha voglia di studiare; la papera diva. In questo lungometraggio le avventure dei Cuccioli hanno uno sfondo importante, ovvero le energie alternative: una scelta vo­luta per spiegare che può esistere un mondo diverso, a misura d’uomo, migliorabile attra­verso le energie sostenibili». Durante la proiezione i bambini sono chia­mati a interagire con la storia. «La partecipazione attiva stimola i più pic­coli a rielaborare le informazioni, a non es­sere passivi di fronte alle immagini. La par­tecipazione verbale e gestuale aumenta e vi­vifica l’attenzione del giovane spettatore». I cartoni incantano i bambini, soprattutto nell’età prescolare. Come scegliete i temi delle vostre storie?«Noi autori e produttori abbiamo una re­sponsabilià fortissima perché gli spettatori giovani sono sensibili ai segnali che giungo­no dall’esterno, ma li rielaborano con il tem­po. Dobbiamo creare modelli profondi di a­nalisi e interpretazione della realtà: se creia­mo storie dove si esaltano la ricchezza, la bel­lezza e un certo modo di vestire corriamo il rischio di offrire modelli discutibili di analisi e interpretazione della realtà». Ovviamente non può esistere una storia sen­za la presenza del personaggio del cattivo... «Per una storia adatta a un pubblico infanti­le il contrasto con il cattivo non deve avveni­re in forma violenta, anche se la maggior par­te dei cartoni animati, programmati nella te­levisione, propone lo scontro fisico. Per noi il bene trionfa sul male non con la forza, ma con l’utilizzo della creatività, della fantasia. Ovvero i nostri protagonisti trovano dentro di sé le e­nergie per sconfiggere il nemico». I suoi futuri progetti?«Stiamo preparando un cartone con una ve­ste nuova, dove protagonista sarà il dodi­cenne Leonardo Da Vinci con le sue inven­zioni».