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Cinema. Checco Zalone con i suoi migranti è record al botteghino

Angela Calvini giovedì 2 gennaio 2020

Una foto di scena del film di Zalone "Tolo Tolo"

Checco Zalone apre e l'anno con il botto facendo segnare un nuovo record per il cinema italiano. Tolo Tolo, il primo film diretto dallo stesso comico (vero nome Luca Mesici) solo nel primo giorno di programmazione l'1 gennaio 2020 ha raccolto 8.668.926 milioni di euro per un milione e 175mila presenze, attestandosi come il miglior esordio italiano di sempre. Cifra altissima con la quale Zalone non solo doppia alcuni blockbuster americani ma batte se stesso, in quanto a incassi: suo era il record Italia con 7.360.192 milioni di euro del primo giorno di programmazione di Quo Vado?, uscito il 1 gennaio 2016.

L’exploit di Zalone però fa riflettere, perché il comico e regista nei suoi cinque film ha sempre più alzato l'asticella sulla qualità e la profondità della sua critica sociale, ponendosi nel filone della grande commedia all'italiana. E se, quindi, nel film precedente lo stralunato personaggio di Checco, candidamente egoista e cafone, aveva come unico valore nella vita il posto fisso, in Tolo Tolo è un italiano medio che sogna solo i soldi e le grandi firme che si ritrova invece in un viaggio terribile nel deserto a condividere le sofferenze dei migranti.

Meno risate e più sorrisi, caustica ironia e momenti commoventi in un film che fa riflettere su un tema scottante con grande umanità, ricevendo i commenti entusiasti e anche un po' sorpresi del pubblico. Un tema, quello delle migrazioni, declinato con delicatezza e simpatia, anche da Ficarra e Picone alla ricerca del Bambino Gesù nel loro Il primo Natale, in testa ai botteghini natalizi. Insomma, comici italiani crescono. Con intelligenza.