Agorà

Intervista. Cavani, vi svelo il set del film su Bergoglio

Angela Calvini giovedì 10 aprile 2014
«Quella di Bergoglio è una grande avventura umana, al pari di quella di san Francesco». La regista Liliana Cavani è innamorata dei due progetti cui sta lavorando, il terzo film sul Poverello d’Assisi le cui riprese iniziano il 19 maggio, e quello tratto dalla Lista di Bergoglio, il libro inchiesta del giornalista di Avvenire Nello Scavo sull’attività dell’allora padre provinciale dei gesuiti d’Argentina per salvare le vittime della dittatura. «Di questo film è già pronto il soggetto», anticipa la Cavani ad Avvenire raccontando i primi passi della lavorazione con gli sceneggiatori Umberto Contarello (La grande bellezza) e lo stesso Scavo, e con la produzione della "Ciao Ragazzi" di Claudia Mori.Signora Cavani, a che punto è la lavorazione del film sulla “Lista di Bergoglio”?«Il film è avviato. Abbiamo scritto il soggetto, stiamo per affrontare la sceneggiatura e le riprese sono previste per l’autunno del 2015, dato che nel frattempo girerò il mio film su san Francesco, che sarà pronto per questo autunno». Lei è stata la prima regista a credere in questa trasposizione.«E avevo ragione: intorno a questo progetto stanno arrivando richieste importanti, pure dall’America. Siamo partiti dal libro di Nello Scavo, che ho avuto il piacere di presentare in anteprima insieme al direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Ho trovato questo libro molto interessante e attuale, e quindi ho chiamato subito Claudia Mori che, dopo averlo letto, ha aderito immediatamente al progetto».Sarà un film per il cinema o per la tv?«Mi piace il modello all’americana: un film girato con standard qualitativi alti, che prima passa nelle sale e poi sul piccolo schermo magari in due puntate. Il fil rouge sarà l’inchiesta giornalistica che indaga su un periodo buio della storia argentina». Metterà a confronto presente e passato?«Quando finisce una dittatura la tendenza generale è quella di metterci una pietra sopra. Però si lasciano delle paludi, in cui ogni tanto qualcuno pesca qualche cosa. Questo libro apre tante domande che riguardano non solo l’Argentina, ma l’etica generale del mondo».E quindi che cosa si vedrà?«Tutto quello che ha fatto Bergoglio a favore dei perseguitati. L’etica vuol dire star dentro una storia, e la scelta di come starci riguarda tutti, vittime e carnefici. La trama del film sarà molto umana, anche dura e offrirà una materia di riflessione profon da. Mi è piaciuto come un giornalista e un giornale possano essere partiti lancia in resta, per fare chiarezza su alcune insinuazioni pesanti che circolarono subito dopo l’elezione al soglio pontificio di Bergoglio».Anche il suo film aiuterà a fare chiarezza?«Lo spero. Dall’indagine e dalle testimonianze esce un sacerdote vero, che ha saputo anche salvare tante vite. Per lui salvare una persona era la cosa più importante e ha trovato sempre il modo più giusto per farlo. E ha confermato le sue caratteristiche anche da Papa, un Papa generoso, per la vita, il fare, il provvedere, l’essere».Che cosa ha provato quando papa Francesco ha citato, durante l’Udienza ai dipendenti Rai, il “Francesco” di Liliana Cavani?«Grande piacere e sorpresa, perché non me l’aspettavo. Fu un film dalla vita non facile, anche per la faccia moderna e inusuale del protagonista».E chi vorrebbe per interpretare padre Bergoglio? «Al momento è inutile fare nomi. L’importante è trovare una persona stimolante, moderna, che riesca a trasmettere il grande lato umano di Bergoglio».